L’epidemia, con conseguente moria, di power unit Renault sulle monoposto Red Bull e Toro Rosso ha fatto scoppiare una guerra fredda che ha rischiato di degenerare in un conflitto armato. A Interlagos si sta vivendo un'escalation, tanto che il motorista francese avrebbe anche minacciato di negare al team di Faenza le componenti per l’ultima gara di Abu Dhabi.

Il casus belli è stato l’ennesima raffica di sostituzioni da parte di Toro Rosso e Red Bull. Una prima comunicazione degli steward di Interlagos, venerdì mattina, notificava la sostituzione dell’unità Mgu-H sulla Red Bull di Ricciardo e sulle Toro Rosso di Gasly e Hartley, oltre che della batteria sempre sulla RB13 dell’australiano. Nel pomeriggio altra tornata di sostituzioni, settimo turbo e nona Mgu-H.

A quel punto in Renault sono sbottati e il managing director Cyril Abiteboul ha dichiarato:Non siamo contenti di questa situazione, e la prendiamo seriamente la Toro Rosso ha sofferto negli ultimi due weekend di gara molto più delle altre squadre. Siamo un po’ preoccupati per il modo in cui il nostro motore viene utilizzato sulle loro monoposto, potrebbe esserci un motivo sul perché abbiamo accusato tanti problemi su un team in particolare. Non ci sono mai coincidenze in questo sport”.

Anche perché in Renault non erano pronti a dover gestire una situazione simile, una vera “valanga”, che una volta iniziata a scivolare diventa inarrestabile. Ammettendo che l'inattesa moria di componenti ha determinato scarsità di ricambi e la necessità di ricorrere a componenti revisionati, che ovviamente risultano più vulnerabili rispetto a elementi nuovi. 

Toro Rosso, dal canto suo, non ci sta e ha diffuso una nota ufficiale in cui si legge: “A causa delle recenti accuse rivolte dal fornitore di motori del team, Toro Rosso vorrebbe chiarire la situazione attuale al riguardo. Ci coglie di sorpresa  il fatto che Cyril Abiteboul abbia suggerito ai media che i problemi di Toro Rosso con la power unit siano di responsabilità del team e del telaio della STR12. Vorremmo chiarire che i recenti guasti non sono associati a come il team sta operando né dal modo in cui la power unit è installata nel telaio. Nulla è cambiato o stato alterato nella modalità di installazione durante la stagione, tranne che alcune migliorie nell’impianto di raffreddamento. Fin dalla pausa estiva Toro Rosso ha sofferto guasti continui e le conseguenti penalità in griglia di partenza sono costate al team molti punti e relative posizioni nella classifica costruttori”. 

Al proposito di classifica, attualmente Toro Rosso occupa la sesta posizione con 53 punti, cinque in più proprio di Renault, con Haas che segue a 47. Un’ulteriore retrocessione costerebbe alla scuderia faentina milioni di euro. Ed è dunque comprensibile come in Toro Rosso puntino a terminare la stagione davanti ai loro motoristi: “Non dobbiamo dimenticare – conclude il comunicato – che loro (Renault, Ndr) stanno lottando con Toro Rosso per la posizione nella classifica costruttori. E come suggerito dal signor Abiteboul la situazione potrebbe non essere una coincidenza. Ma certamente non è responsabilità delle vetture Toro Rosso”.  

Nella querelle è intervenuto anche Helmut Marko, consulente Red Bull Motorsport, che dopo aver avuto una discussione nel paddock con Abiteboul, ha diffuso una nota ufficiale nella quale getta acqua sul fuoco: “Negli ultimi dieci anni abbiamo condiviso molti successi con il nostro fornitore di motori. Come sempre al termine di una nuova lunga stagione, le emozioni sono al culmine, ma è una relazione di grande valore e rimarrà tale”.

Veramente un pessimo modo per concludere un rapporto che si interromperà a fine stagione: nel 2018 Toro Rosso sarà infatti, come annunciato lo scorso settembre, motorizzata Honda. Coincidenze dello sport.