Partire terzo e arrivare terzo può essere sinonimo di una gara scialba, ma se nel frattempo avevi dovuto difendere la posizione prima da Verstappen e poi da Hamilton, può rendere il tutto (molto) meno banale. Così è stato per Kimi Raikkonen, che in Brasile ha conquistato il settimo podio stagionale lottando negli ultimi quattro giri con un arrembante Lewis Hamilton. Però il finlandese della Ferrari è riuscito nell'impresa tutt'altro che ovvia di tenere dietro l'inglese, nonostante la Mercedes potesse azionare il DRS, gestendo bene il vantaggio che riusciva a prendere in certe curve. 

Una cosa che ha un po' stupito pure Kimi, che descrive così la situazione degli ultimi giri: «Quando mi hanno segnalato che avevo Hamilton dietro, ho comunque notato che non era poi così vicino. In più nelle ultime due curve la mia macchina andava veramente veloce, per cui non è stato una vera e propria minaccia dato che non riusciva a prendermi la scia. Da un certo punto di vista questo mi ha sorpreso. Ho sbagliato solo un paio di volte a guardare troppo negli specchietti, si fatica un po' a vedere chi ti segue quest'anno, arrivando un po' lungo alla prima curva. Ma alla fine Lewis non è stato un problema». 

E per quanto riguarda la gara fino a quel momento? «Credo di aver fatto le solite cose di sempre - spiega Raikkonen - pensando a completare una bella gara. Nelle prime curve ho sofferto un certo bloccaggio dei pneumatici, ma in generale ho controllato bene la situazione. Avevo una macchina competitiva soprattutto dopo la seconda sosta, quando ho montato le gomme soft: prima con le supersoft sentivo un comportamento troppo "mobile"».

Quindi una gara soddisfacente? «Sinceramente, eravamo tutti molto vicini, quindi il risultato finale è positivo. Anche se pensavo di avere un passo migliore, di poter fare di più. Solo che in piste come questa i punti per superare non sono tanti, così mi sono dovuto accontentare gestendo la situazione».