Ci sarà tempo per discutere delle nuove mescole, di come si comporta la Hypersoft, delle differenze tra le proposte da asciutto Pirelli 2018, del degrado, dell’usura, della prestazione. Dati raccolti ad Abu Dhabi, primo test utile con la gamma validata dal gommista. Ma a Yas Marina la storia è un’altra, da raccogliere ci sono le sensazioni di Robert Kubica. Williams FW40, 100 giri tondi per lui, concentrati in una lunghissima sessione mattutina. Com’è andata, cosa farà, quali sensazioni ha avuto. La curiosità intorno al pilota polacco è enorme, l’attesa e la speranza di un annuncio che dica: 2018 di nuovo arruolato e in griglia.

Le precedenti uscite con la monoposto 2014 si sono svolte nel più stretto riserbo, non un dettaglio sul lavoro svolto, né sulle impressioni. Arrivano ad Abu Dhabi, dove Robert dice: «Credo sia stata una buona giornata, sono piuttosto contento dei miei long run, che erano stati buoni già nei precedenti test. Sono contento e dimostrano il lavoro che ho fatto.

E’ stata una giornata produttiva, con 100 giri sulla nuova macchina, abbiamo fatto quel che volevamo, che era in programma. La priorità era di essere da subito su un buon ritmo, girare con costanza e valutare le gomme. Abbiamo centrato gli obiettivi principali, sono molto contento perché ho avuto fiducia, non mi aspettavo di più essendo la prima volta che salivo su questa macchina».

Tutti vorrebbero un riscontro cronometrico da valutare, c’è un 1’41”296 che non può però analizzarsi in modo secco. Troppe le variabili e le incognite,  solo Williams ha un quadro esatto di quanto valga, oggi, Robert Kubica. E il diretto interessato ripete quel che ha sempre specificato dal momento in cui è tornato su una monoposto di F1: «Affronto giorno per giorno, sono state scritte tante cose recentemente e credo sia normale, ci sono interrogativi e tutti hanno la loro opinione. Una giornata come quella di oggi mi infonde tanta fiducia che le cose possano andare piuttosto bene e, per i miei standard, piuttosto bene vuol dire non tornare per fare numero ma devo essere sicuro di poter offrire il miglior Robert Kubica che conosco», ha raccontato nell’incontro con la stampa in pausa pranzo.

«Devo essere felice perché so da cosa arrivo e se non dovesse accadere nulla e non dovessi correre nel 2018, sarà comunque valsa la pena provarci. Se questo è un inizio, credo sia un buon inizio e possiamo solo migliorare, per questo la mia fiducia è piuttosto elevata. Vedo grandi miglioramenti», riporta SoyMotor.

Gli scettici obiettano che non sia possibile guidare al 100% e per tutto un mondiale, con le limitazioni all’arto con le quali deve fare i conti Kubica. Sottovalutazione di quel che può fare la determinazione e forza mentale. Così, Robert: «Oggi è stato un grande incentivo alla mia fiducia, a cosa è possibile, cos’è difficile, cosa sta migliorando. Ho alcune limitazioni, mi adatto, ascolto il mio fisico e mi sento sempre più naturale ogni volta che salgo in macchina. Non so cosa riserverà il futuro, questi ultimi 12 mesi sono stati belli, se non accadrà niente di più, ci sarà un po’ di delusione perché mi sento molto a mio agio e fiducioso, ma se penso a dov’ero, credo di poter essere soddisfatto per quanto raggiunto negli ultimi 12 mesi. Ho delle limitazioni ma il mio corpo ha imparato a compensarle, è naturale, siamo esseri umani e il cervello è fatto per aiutare il corpo a superare le difficioltà, anche giorno per giorno. Sono probabilmente in una forma fisica migliore oggi di quando corrrevo nel 2010». 

Sterzi a parte: E meno male che c'è la Williams