Il tempo di saltare giù dalla Mercedes W08, al termine della prima giornata di test ad Abu Dhabi, e Lewis Hamilton è volato subito a Kuala Lumpur, per celebrare con Petronas – fornitore Mercedes di lubrificanti e benzine – la conquista del titolo mondiale. Sarà ancora in viaggio la prossima settimana, l’8 dicembre appuntamento a Versailles per ritirare materialmente il premio dal presidente della FIA. Ritmi incessanti prima di concedersi un po’ di riposo.

Con un contratto in scadenza a fine 2018, si attende l’annuncio del prolungamento con Mercedes e, dai rumours circolati, sarà un contratto faraonico (non che l'attuale sia insoddisfacente): si vocifera un triennale da oltre 135 milioni di euro complessivamente. Rinnoverà, non ci sono dubbi. Dalla Malesia, Lewis ne ha approfittato per filosofeggiare sulla vita oltre la Formula 1, gli interrogativi su quanto a lungo ancora vorrà correre.

«Credo sia come il meteo, si tratta di trovare il giusto equilibrio. Attualmente ho ancora un anno di contratto con la squadra e voglio continuare. Ma sono in quella fase in cui c’è quella domanda. Qualsiasi cosa accada, la Formula 1 ti verrà a mancare, non puoi tornare. Se sarà il prossimo anno, se sarà tra 5 anni, una volta conclusa la carriera sentirai la mancanza della F1», ha commentato.

Di ragioni per continuare ancora ne ha molte, sportive anzitutto. L’aver trovato degli avversari in grado di sfidarlo che non fossero il suo compagno di squadra, come accadde con Rosberg, la fame di vittoria per battere ancora record importanti ma, più di ogni altra motivazione, potrà l’unicità delle sensazioni che ancora riesce ad apprezzare seduto in un abitacolo. «C’è un detto che dice resta finché puoi, ma non sono del tutto convinto, resta tanta vita davanti oltre la Formula 1. Ci sono cose che mi sono mancate. Ne parlavo con il mio migliore amico, delle cose che gli invidio o che non vedo l’ora di fare, come vivere in un posto, crearmi una routine, avere la mia palestra, passare una serata con gli amici, la mia famiglia. Per ogni anno che resto in Formula 1 rinvio queste cose, ma dai 40 anni in poi c’è così tanto tempo per farle».

Prima di arrivare alla soglia psicologica restano ancora 8 anni: un’eternità, in termini sportivi. E guardando al prossimo campionato, nel corso dell’evento Petronas non poteva non chiamare in causa la power unit e l’importanza ancora maggiore dell’affidabilità nel 2018. Tre motori termici, turbo e MGU-H utilizzabili in stagione, il nuovo limite al consumo di olio (0,6 kg/100 km), una sfida da una posizione privilegiata, vista la superiorità Mercedes. «Il prossimo anno avremo solo tre motori e ci sarà ancora più pressione su Petronas per migliorare. Abbiamo già compiuto passi da gigante sull’affidabilità ma con un motore in meno il prossimo anno sarà una sfida, visto che ogni unità dovrà durare circa 9.000 chilometri, è pazzesco», ha commentato Lewis, già aspramente critico sulla decisione della FIA di ridurre il numero di power unit utilizzabili senza incorrere in penalità.

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«Ho sentito che la McLaren sarà più veloce il prossimo anno con il nuovo motore. Anche Red Bull si è mostrata forte verso la fine di questa stagione. Sarà interessante scoprire se riusciranno a compiere un altro passo il prossimo anno. Entrambi hanno grandi macchine ma non hanno la stessa potenza della power unit Mercedes».

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