Lance Stroll è un privilegiato. Suo padre Lawrence, secondo Forbes, è il 15° uomo più ricco del Canada, con un patrimonio stimato in 2,6 miliardi di dollari. Una fortuna che alcuni gli rinfacceranno per tutta la carriera. E se anche un domani dovesse laurearsi campione del mondo di Formula 1, di certo non mancheranno i “eh ma con tutte le possibilità che ha avuto...”

Tra i maggiori critici del giovane canadese troviamo un illustre connazionale, Jacques Villeneuve. Il campione del mondo 1997 e figlio dell’immortale Gilles, non ha esitato a definire le prestazioni di inizio stagione di Stroll “patetiche”. Non cambiando opinione nemmeno dopo il terzo posto ottenuto a Baku, che ha consentito a Lance di diventare il pilota più giovane a calcare un podio di Formula 1.  “Devi ammettere quando non sei abbastanza bravo, tutto qui”, aveva detto Villeneuve. Certo per trovare un rookie alla sua altezza, con quattro vittorie nella sua stagione d’esordio (l’ormai lontano 1996), bisogna scomodare un certo signor Lewis Hamilton. 

Se l’esordio di Stroll non è certo stato il più strabiliante nella storia del Circus, sarebbe altresì ingiusto non fargli i complimenti per un percorso di crescita che l’ha portato, dopo tre ritiri nei primi tre gran premi, a conquistare 40 punti e il 12° posto in classifica. “Non devo dimostrare che gli altri sbagliano ma provare a me stesso di essere in grado di dare il meglio di me stesso e fare un buon lavoro”. 

E un buon lavoro ha fatto, certo non eccezionale ma sicuramente discreto. Con qualche acuto e non pochi errori, a partire dai test di Barcellona e proseguendo in qualifica. Escludendo l'ottimo quarto tempo ottenuto nel sabato di Monza, poi tramutatosi in prima fila grazie alle penalità inflitte alle Red Bull. Errori frutto magari dell’inesperienza, più che della mancanza di manico. I soldi del padre l’anno aiutato ad arrivare in alto, in uno dei team più prestigiosi del mondo al fianco di un veterano di valore come Massa. Ma le gare le ha corse da solo, così come da solo ha vinto il titolo FIA F3 europeo nel 2016. Nessuno può scegliere i propri genitori e non sarebbe giusto colpevolizzare Stroll  per il suo cognome. Ora attendiamo di vederlo alla sua seconda stagione e al confronto con un nuovo compagno di squadra.