L'unico ostacolo alla partecipazione a tutte le gare della Super Stagione del WEC è stato rimosso, annunciato nel corso della presentazione degli iscritti alla 24 Ore di Le Mans 2018 e del WEC 2018-2019. Fernando Alonso correrà anche la 6 Ore del Fuji a ottobre, decisione logica quella di anticipare la corsa sulla pista di casa di Toyota per schierare la punta di diamante. Nessuna distrazione dall'impegno nell'endurance, la stagione alle porte dovrà essere quella del ritorno alla competitività in Formula 1 e Fernando assicura: «La Formula 1 sarà l'obiettivo principale, Le Mans è una corsa che ho sempre voluto fare, mi attrae. E' sorta l'opportunità di correrla e la sfrutterò».

Terrà a battesimo la McLaren MCL33 a Barcellona, lunedì 26 febbraio, tre giorni dopo la presentazione del progetto intorno al quale si è creata un'attesa enorme, prospettando miglioramenti e risultati che dovranno adesso trovare il supporto della pista. «Sono stato in fabbrica a metà dicembre e non c'era ancora nulla. Tornerò a metà febbraio e spero di poter provare il sedile definitivo, la macchina sarà praticamente assemblata. Non ho visto nemmeno i colori, si parla di un arancione come quello di Indy, sarebbe perfetto», racconta Alonso ai colleghi spagnoli di AS.

Zak Brown vede una McLaren in grado di tornare al successo già quest'anno. Una vittoria che manca da ben cinque stagioni. E' fiducioso di poter centrare l'obiettivo, Alonso, la cui ultima vittoria risale al Gran Premio di Spagna del 2013: «Saremo molto più competitivi. Non so quanto. Ad esempio, Red Bull l'anno scorso sembrava sarebbe stata fortissima con il cambio regolamentare, invece, Verstappen ha sofferto tanti ritiri, a metà campionato aveva completato meno giri di quanti non ne avessimo fatti noi e con le aspettative che c'erano su Red Bull è stato devastante.

Ti chiedono sempre se avrai la macchina per essere competitivo, poi se parti male a inizio anno è una delusione terribile, perciò non possiamo anticipare nulla. Senza dubbio le aspettative sono decisamente migliori di quelle degli ultimi tre inverni».

La collaborazione con Renault sarà un ritorno alle origini per Fernando, che snocciola il palmares di titoli ottenuto dai motori francesi nell'ultimo decennio, a supporto delle garanzie che saranno in grado di offrire a McLaren. Le vittorie dell'era Red Bull, i due titoli ottenuti da Alonso: «Dei tre costruttori che ci sono adesso su alti livelli – Mercedes, Ferrari e Renault – Mercedes ha dominato le annate recenti, ma se dovessi riporre la fiducia in qualcuno, quella è Renault: è sempre stata e resta una garanzia».

La rincorsa alla Tripla Corona richiede l'impegno alla 24 Ore di Le Mans, sfumato negli anni scorsi, quando già era stato a un passo dalla partecipazione. Non sarà un intermezzo, troppo importante l'evento per relegarlo sullo sfondo. La partecipazione al WEC assicura non nasce come una programmazione di quello che sarà un futuro oltre la Formula 1. Tra dieci anni, Fernando Alonso si vede a godersi altri ritmi e un'altra vita, lontana dalle competizioni. 

«Non ho scelto le gare di durata per il futuro, affatto. Il livello di impegno che esige la Formula 1, la preparazione e il tempo richiesto sono assoluti e dopo tanti anni sai che arriverà un momento nel quale non sarà più possibile correre. E' un po' come Carlos Sainz, quando ha lasciato il mondiale rally; non è che avesse scelto la Dakar per il futuro, è che amava i rally, era stato campione del mondo, ma ti richiede allenamento, viaggi. All'improvviso scopri una categoria dei rally che ha una corsa l'anno, è esotica e importantissima, ti si presenta l'occasione di correrla. Non è che la scegli, ma ami la competizione, ami correre e riesci ad abbinarla a un po' più di vita che non hai potuto svolgere per tanti anni. L'Endurance ti dà questo, ha meno gare in un anno, ti resta più tempo da dedicare alla tua vita, ma al tempo stesso continui a correre».

 

Sterzi a parte: McLaren & Alonso, adesso o  mai più