Pioggia, maltempo, freddo. Clima da Silverstone a febbraio. Clima nel quale Red Bull ha effettuato i primi chilometri con la mimetica. Il progetto RB14 si è svelato in tutte le sue, evidenti, novità. L'elaboratissima area intorno al cockpit, quella che maggiormente ha catturato l'interesse, per le forme delle pance molto schiacciate e compatte, per l'interpretazione – di scuola Ferrari – dei deviatori di flusso e di una struttura laterale di protezione dell'abitacolo adesso esposta, utilizzata quale elemento aerodinamico insieme al profilo nella parte superiore delle pance.

Primi passi in pista ai quali seguiranno gli sviluppi alle ali, nei test. Dai 100 km di Silverstone si è visto ancora, evidente, l'estremo assetto rake con il quale Ricciardo è sceso in pista. E' toccato a Daniel il debutto, dal quale arrivano le primissime sensazioni. «E' sempre difficile esprimere un giudizio con pochi giri fatti, le sensazioni iniziali però sono buone. La macchina non ha fatto nulla che mi abbia spaventato e riesco già a sentire che il retrotreno è piuttosto stabile, anche in queste pessime condizioni. Sono segnali iniziali incoraggianti», ha commentato.

Retrotreno che, limitatamente alle forme della carrozzeria, ha portato a un più abbondante sfogo dell'aria calda dal cofano motore, copertura estesa fino all'altezza del braccio posteriore del triangolo. La lente d'ingrandimento sui particolari più interessanti di Red Bull RB14 si è dovuta districare tra colori e motivo della livrea che non ha aiutato. Il camouflage non è nuovo in casa Red Bull, già nel 2015 esordì nei test con la “mimetica”, allora bianconera. A Silverstone, a sottolineare il legame con il title sponsor Aston Martin, ha posato anche una DB11, supercar del marchio vestita con uguali colori della RB14: «La macchina era molto cool, è quel che vorresti vedere quando giri nel garage», ha raccontato Ricciardo. E Verstappen, che guiderà a Barcellona, ha aggiunto: «La macchina sembra molto aggressiva e mi piace davvero tanto la livrea che ha oggi (ieri; ndr). E' stato il turno di Daniel alla guida ma non vedo l'ora tocchi a me a Barcellona, sperando sia un po' più asciutto».

La novità dell'Halo, provata per la prima volta con regolarità, non ha disturbato la visuale, semmai ci sarà da fare l'abitudine alle procedure d'ingresso e uscita dalla monoposto: «Si vede bene, prima dei giri odierni avevo effettuato solo un paio di giri di installazione con l'Halo, perciò era qualcosa di nuovo, ma non mi sono accorto che era lì. Onestamente, finché non avremo dei segnali in pista posti sopra (i riferimenti sulle distanze in staccata; ndr), non vedo alcun problema su una pista piatta. E' un po' scomodo saltare all'interno del cockpit e uscirne, probabilmente mi strapperò il muscolo adduttore, ma va bene. E' una piccola sfida che supereremo».

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Sfruttare la possibilità offerta dal regolamento, di compiere pochi chilometri per riprese in pista, con gomme che, ricordiamo, non sono quelle destinate ai test ufficiali e ai week end di gara, ha rappresentato non solo una prima presa di contatto con la nuova macchina, ma un'iniziale verifica del funzionamento dei sistemi, alla scoperta di eventuali intoppi che, in questa fase dell'anno, possono rallentare enormemente il lavoro di preparazione in vista dell'esordio in Australia: «E' stata una lunga giornata nella quale provare a far funzionare tutto, è senza dubbio meglio svolgerla qui anziché a Barcellona. Non significa che non incontreremo alcun problema a Barcellona ma è bello sapere che abbiamo levato di mezzo alcune delle sfide iniziali».