Nevica come nel 2012 a Maranello. Il bianco s'è nuovamente tinto di Rosso Ferrari, con l'epifania della SF71H, tenuta a battesimo da Maurizio Arrivabene, Mattia Binotto, Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen.

Rossa come il fuoco e dal passo lungo, un'evoluzione della già vincente, ma non abbastanza, SF70H. “Abbiamo dovuto lavorare molto per renderla performante anche sui circuiti più veloci” dice Binotto.

Capuccetto Rosso dovrà correre ancora più veloce per seminare il Lupo: “La Ferrari ha capito che le manca poco per vincere il Mondiale – ha detto Toto Wolff a Silverstone qualche ora prima, dopo aver tolto il velo dalla nuova Mercedes W09 -. L'anno scorso la loro macchina era la più veloce quando è cominciata la stagione. Poi, per una serie di circostanze sfortunate, non hanno vinto il campionato. Per questo credo che la Ferrari sarà un avversario molto forte. Sono molto curioso di vedere il 'lancio' della loro nuova monoposto, sarò davanti alla televisione per guardarla”.

Una sfida a distanza prima dei test di Barcellona e soprattutto prima del Gp d'Australia. In attesa di conoscere la reale sostanza di eventuali terzi incomodi, a partire da Red Bull, è ancora e sempre scontro tra Ferrari e Mercedes.

Tra l'Emilia e mezza Europa. Maranello contro Brackley, Stoccarda e Brixworth. Il team principal Arrivabene, visibilmente emozionato, l'ha precisato prima in inglese poi in italiano: “Quando ho visto la monoposto per la prima volta, il feeling è stato speciale. Non voglio parlare di un sogno ma di questi ragazzi (riferendosi a parte del team schierato in doppia ala dietro la SF71H, Ndr), che hanno costruito questa macchina pezzo per pezzo. E del lavoro che hanno fatto sullo chassis e sull'aerodinamica. Un lavoro manuale e intellettuale. Una macchina che è stata fatta qui a Maranello e non da un'altra parte. Tutti loro se ne stanno in piedi, è un segno di rispetto e consapevolezza: stiamo costruendo una Ferrari. E rappresenta un bel pezzo di eccellenza italiana”.

Quante volte, nei momenti di difficoltà, Arrivabene ha arringato i suoi al grido di “noi siamo la Ferrari?”. Tante. Ora è il momento di dimostrarlo. E' la stagione dell'orgoglio rosso e dell'orgoglio tricolore. Non che lo scorso anno non ci abbiano provato. Né che i risultati siano mancati. Ma nella Formula 1 vale il motto dell'America's Cup: There is no second. Non c'è nessun secondo.