Il futuro che attende il Gran Premio di Germania, dal 2019 in poi, è tutto da scrivere. Quest'anno torna in calendario Hockenheim, ultimo anno di contratto per il tracciato che si è spartito, fino al 2013, l'organizzazione dell'evento con il Nurburgring, che avrebbe dovuto organizzare anche le edizioni del gran premio nel 2015 e nel 2017, tuttavia, problemi economici in capo alla proprietà subentrata nel 2014 hanno portato alla cancellazione degli eventi. Si dovrà scrivere un nuovo accordo pluriennale perché la Formula 1 metta solide radici nel Paese, il cui interesse verso la massima categoria è scemato notevolmente nelle ultime uscite registrate. 

A inizio anno, dal Nurburgring, si è levata la voce dell'interesse a ospitare la Formula 1 nel 2019. La soluzione di un'alternanza sostenibile è quella preferita anche da Georg Seiler, amministratore delegato del circuito di Hockenheim. Servirà un quadro definito sul futuro prima dello svolgimento del gran premio, il prossimo 22 luglio. «Ho avuto degli incontri con i nuovi proprietari, abbiamo discusso perché dobbiamo procedere con il gran premio quest'anno. E' risaputo che ci saranno delle trattative su quale sarà il futuro prossimo ma non ci sono state ancora delle discussioni serie in merito. Noi siamo qui. E' necessario che si abbia la certezza prima che sventoli la bandiera a scacchi, non importa dove si correrà, che sia al Nurburgring o da noi. Nei prossimi mesi dovremo negoziare nel modo adeguato», commenta Seiler, intervistato da motorsport-magazin.

Non si pronuncia sulle possibilità che la Germania abbia un posto in calendario, lo scenario è tutto da scrivere, senza dimenticare le numerose opzioni che bussano alla porta di Liberty Media per ospitare una gara, non ultima Copenhagen, restando nel Vecchio Continente: «Purtroppo non posso dire se le cose andranno in una direzione positiva, posso dire solo che ci sforzeremo per continuare a tenere la Formula 1 in Germania. Sono tanti i fattori coinvolti, personalmente non vogliamo assumerci rischi economici e non lo faremo. Servono delle discussioni, su quali partner ci sosterranno, con chi potremo impegnarci insieme. Faremo del nostro meglio ma non possiamo garantire nulla».

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La prevendita dei biglietti, tra una politica commerciale che offre agevolazioni sul prezzo dei biglietti e un “effetto Verstappen” che attrae tifosi dalla vicina Olanda, procede bene se rapportata al 2016 e segna un +30%.