Melbourne un anno dopo, per Red Bull, prospetta altri scenari. Il divario da Mercedes e Ferrari nel 2017 si manifestò pienamente in qualifica, Verstappen a 1”3 dalla pole di Hamilton al sabato, Ricciardo a sbattere in Q3 con conseguente danneggiamento del cambio. Non andò meglio in gara e la RB13 rimediò 28” dal vincitore con Max. L'inverno 2018 ha offerto altre, più positive, sensazioni, la RB14 è vista – da Hamilton in primis – la monoposto potenzialmente più veloce nel Gran Premio d'Australia.

Sono attese evoluzioni tecniche sulla monoposto, resta l'incognita della prestazione velocistica sul giro secco. Le caratteristiche del tracciato rendono fondamentale una partenza nelle primissime posizioni e, per riuscirci, Red Bull dovrà avere il supporto della power unit Renault e di una modalità di qualifica che valga l'extra velocistico garantito a Mercedes e Ferrari. Sul tema più ampio delle strategie per estrarre decimi cruciali dall'impiego della power unit, nonostante le rassicurazioni di Charlie Whiting, permangono dubbi sull'efficacia dei nuovi limiti al consumo d'olio nell'arco del singolo giro, espressi da Chistian Horner.

Prima ancora che ai 57 giri del gran premio, attenzione quindi ai tempi tra Q2 e Q3, a leggere delta e miglioramenti tra i grandi tre protagonisti attesi. E', indiscutibilmente, una Red Bull in condizioni di forma migliori quella che atterra in Australia e Daniel Ricciardo non nasconde l'obiettivo col quale approcciare la gara di casa: «Nel 2017 Melbourne ha rappresentato una combinazione di miei errori e un po' di sfortuna. Sono uscito di pista in qualifica, poi abbiamo avuto un problema tecnico in gara. Lo scorso anno ci siamo presi ciascuno le proprie responsabilità, il 2018 è senza dubbio il momento di ottenere quel che meritiamo a Melbourne o quel che cui siamo qui, che suona meglio. La RB14 rispetto alla RB13 in questa fase dell'anno è molto diversa, a partire dall'ingresso in macchina che è molto più difficile. C'è qualche cambiamento aerodinamico quest'anno, i veri appassionati lo scopriranno al volo e troveranno le differenze, dall'uscita delle pinne a, ovviamente, l'aggiunta dell'Halo. Iniziare la stagione dall'Australia vuol dire avere tante aspettative intorno, c'è un'attenzione extra essendo l'unico australiano in griglia, una dose supplementare di domande e di attese. Ma è divertente, anche se solitamente chiudo il week end con la necessità di assoluto riposo, quiete e serenità per le 48 ore successive».

La gara d'apertura non sarà un giudice infallibile nell'indicare i rapporti di forza, darà tuttavia una utile indicazione dello stato di forma iniziale. Un circuito cittadino atipico, tutto violente frenate e richieste di trazione, offre spazio per mettere in mostra quello che è il gran potenziale Red Bull rilevato nei test, l'efficienza in curva, a fronte di un gap ancora esistente sul dritto. L'incidenza della prestazione al sabato sul risultato complessivo è sottolineata anche da Max Verstappen, che commenta: «L'Albert Park non è la pista più semplice sulla quale sorpassare, proveremo a fare il nostro meglio ma i rettilinei non sono abbastanza lunghi e tante curve che immettono sui dritti sono a 90 gradi, questo rende difficile preparare un sorpasso».

Inserimento in curva, trazione, stabilità in frenata, aspetti nei quali primeggiare per chi vorrà essere al vertice. Il settore finale, quello più appagante alla guida: «Curva 11 e 12 sono le più veloci e divertenti da affrontare, specialmente in qualifica con poca benzina, in sesta o settima, credo si percorrano intorno ai 270 km/h. Gli alberi intorno al circuito rendono difficile trovare il punto di frenata con l'ombra, è normale su una pista cittadina ma rende più impegnativo per noi staccare al momento giusto. Speriamo di aver compiuto un gran passo avanti quest'anno ed essere competitivi sin dal via, di avere una monoposto veloce dalla prima gara e continuare nel prosieguo del campionato: sarebbe grandioso».