«Haas». Senza dubbi. Lewis Hamilton indica nella scuderia statunitense la sorpresa della stagione. E le sensazioni del pilota inglese sono anche quelle di Toto Wolff, convinto che la partita dietro i primi tre team sarà più combattuta che mai e il team di Gene Haas abbia le carte giuste per compiere un gran salto in avanti rispetto alle prestazioni registrate lo scorso anno. Ne sono certi anche a Kannapolis, con una "ferrarina" VF-18 risultato il miglior progetto realizzato da Haas e Dallara nelle tre stagioni finora corse.

«Dai nostri dati sembrano essere piuttosto veloci, però se qualcuno gira 20 kg più leggero, la differenza è di 8 decimi. Spero tanto che siano lì, lo meritano. Gene Haas ha preso dei rischi, è un vero imprenditore. “Crazy Guenther” sta dando tutto, è un ottimo manager e sa cosa sta facendo. E' difficile giudicare, c'è anche Renault che farà un passo avanti e la McLaren, Williams è sembrata andar bene sui long run, credo ci siano tanti team che sono appena dietro i primi tre e potrebbero rivelarsi una sorpresa», analizza Wolff.

Melbourne nel 2017 si rivelò essere una sorpresa per la qualifica disputata da Grosjean, in grado di piazzare la monoposto in Q3 e scattare sesto in griglia, prima di essere costretto al ritiro nelle fasi iniziali della gara, causa una perdita idraulica. Del campionato di Romain si ricorderanno i continui problemi ai freni, un disagio registrato da una sola parte del box. Il 2018 sarà un campionato nel quale fare affidamento a un unico fornitore, niente passaggi da Brembo a Carbon Industrie più volte durante l'anno. Con i test di Barcellona in archivio senza sofferenze sul fronte specifico, Melbourne sarà un impegnativo banco di prova per l'impianto frenante.

I giri veloci nella sessione conclusiva dei test hanno colpito per il ridotto divario da altri, più accreditati, team, nonostante mescole meno prestazionali. Sabato prossimo si giocherà a carte scoperte e, Guenther Steiner, team principal Haas, commenta: «Scopriremo il potenziale della macchina dopo la qualifica in Australia. Dopo i test, possiamo dire che saremo nel gruppo di metà schieramento, speriamo sia la prima metà. Siamo cautamente ottimisti. I ragazzi hanno fatto un ottimo lavoro sull'aerodinamica e la progettazione, per realizzare una monoposto meglio bilanciata rispetto al 2017. Sui freni, fai affidamento all'esperienza e guardi cosa utilizzano gli altri. Entri in contatto con i fornitori, sviluppi il tuo pacchetto: sembra che gran parte dei problemi siano stati risolti, se non tutti. Non abbiamo ancora corso una gara, resto un po' cauto».

In uno scenario di gara normale, con sei macchine al traguardo, restano pochi piazzamenti utili da contendere e il parterre di candidati più che mai folto: Force India, McLaren, Renault, Williams, Toro Rosso. E Haas. L'avvio di campionato dovrà fare affidamento anzitutto sull'affidabilità, per approfittare di eventuali rotture altrui, sebbene i test abbiano indicato un elevato stato di forma sotto il profilo della tenuta: «Un doppio arrivo a punti è sempre il miglior risultato. Entrare in Q3 con entrambe le macchine, è questo l'obiettivo quest'anno, perché poi può accadere di tutto», aggiunge Steiner.

Considerazioni arricchite dalla visione di Romain Grosjean, sul progetto 2018 e sulle ambizioni coltivabili: «La VF-18 è una base di partenza molto buona, come lo sono le sensazioni avute in macchina: è la cosa più importante. Sappiamo dove potremo intervenire per svilupparla ed estrarre prestazioni. Ci lavoreremo, finora è la macchina migliore che abbiamo avuto in Haas F1. Nella fase iniziale della stagione è cruciale l'aspetto dell'affidabilità. Ti permette di ottenere risultati che altrimenti non ti aspetteresti, speriamo sia dalla nostra parte così potremo ottenere tanti punti all'inizio e restare in lotta per una buona posizione nel campionato Costruttori».

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