Avversato da tutti, il DRS è ben lontano, al momento, dal lasciare la Formula 1. E a Melbourne triplica. Per la prima volta dalla sua introduzione, avvenuta nel 2011, la FIA ha deciso di proporre tre segmenti nei quali utilizzare l'ala mobile all'Albert Park. Un tentativo mirato a favorire i sorpassi su una pista che, lo scorso anno, riservò poche manovre degne di nota. Al rettilineo principale e il successivo allungo tra l'uscita di curva 2 e l'ingresso in curva 3, si aggiunge un ulteriore tratto nel quale sarà possibile attivare il DRS: nel terzo settore del tracciato, in uscita dalla velocissima esse di curva 11 e 12, attaccata in ingresso a oltre 300 orari e in uscita a 265 km/h.

Per poter utilizzare il DRS tra curva 12 e curva 13 sarà necessario trovarsi a meno di 1” dalla monoposto che precede in curva 8, prima della chicane Clark. Confermato, invece, il singolo detection point dopo curva 14 per l'utilizzo del DRS sul rettilineo principale e tra la Jones e la Whiteford.

L'estensione dei tratti nei quali poter sfruttare l'ala mobile dovrebbe consentire un riavvicinamento buono per provare l'attacco in staccata di curva 13, la Ascari, nella quale le monoposto passano dall'ottava marcia e più di 310 km/h alla quarta, in ingresso a 150 km/h, un punto nel quale più volte, in passato, le monoposto sono sembrate in grado di lottare per la posizione.

La lunga piega a sinistra che porta all'ingresso della variante 11-12, dov'è posto il secondo intermedio, è il tratto di pista individuato nei mesi scorsi dagli organizzatori quale oggetto di possibili modifiche, finalizzate all'incremento delle opportunità di sorpasso. L'idea, di trasformare il velocissimo cambio di direzione in un raccordo rettilineo con il segmento successivo, è tramontata sulla base degli effettivi vantaggi che ne sarebbero derivati. La possibilità di utilizzare il DRS dovrebbe consentire alla monoposto che segue di recuperare lo spazio perso nella percorrenza della esse in aria sporca.