Lewis Hamilton inizia la stagione 2018 come sa fare meglio: vale a dire con una delle sue "solite" (senza banalizzare, beninteso) pole position mostruose, che gli guadagna meritatamente la posizione di partenza al palo e pure i complimenti di Nico Rosberg ai microfoni TV. Il suo giro veloce è uno di quelli che si possono rivedere più volte senza annoiarsi, come le vere opere d'arte, e testimonia che il pilota britannico è sempre "carico & affamato". Detto questo, quanto del distacco di oltre 6 decimi rifilato alle Ferrari è dovuto al suo piede e quanto alla Mercedes W09?

A quanto è stato possibile intuire, data la necessità di salvaguardare i motori per via del contingentamento, la Mercedes utilizza la potenza extra "via pulsante" solo in Q3 (anche se Hamilton afferma il contrario...). Quindi possiamo valutare la differenza nel crono tra Q2 e Q3 che per Lewis è stata di 0"887, quando invece Kimi Raikkonen ha migliorato di 0"679 e Sebastian Vettel di 0"106 (il giro del tedesco è però stato viziato da un errore in curva 13 che, dice lui, gli è costato almeno 2 decimi). Per cui "spannometricamente" - e sappiamo che in questo momento tutti i telemetristi che ci leggono sono svenuti - possiamo suddividere a un terzo l'uno i vari meriti della pole tra pilota, macchina e "bottone".

Il "problema", dal punto di vista Ferrari, è che pilota e macchina non cambieranno in gara… Resta comunque una discreta possibilità che, come già verificato lo scorso anno, la W09 sia più efficace sul giro secco che sulla distanza. Dunque Raikkonen (oggi abbastanza brillante) e Vettel avranno più possibilità di giocarsela in gara, grazie anche all'ottima posizione di partenza e all'assenza "tra i piedi" di Valtteri Bottas, estromesso dalle Q3 per un suo errore iniziale.

Piuttosto, questo sarà sufficiente per garantirsi le due posizioni a podio, per Ferrari, come già avvenuto con quello "virtuale" delle qualifiche? Non è così scontato: le due Red Bull sono subito dietro nei tempi - anche se Daniel Ricciardo lo sarà ancor di più sullo schieramento, per via delle 3 posizioni di penalità affibbiategli ieri - e dalla seconda fila Max Verstappen potrà contare sul fatto di partire con gomme supersoft anziché le ultrasoft degli altri. È più che attendibile che nonostante la mescola più dura possa tenere il passo degli altri nei primi giri, avvantaggiandosi poi negli stint successivi e nel gioco dei pit-stop. La maggior deportanza della RB14 dovrebbe aiutare a mandare subito le gomme a regime, inizialmente, e poi non dobbiamo sottovalutare l'aiuto dato a chi segue dalla presenza di tre zone di attivazione del DRS, quest'anno.

Alla lotta per la vittoria si aggiungerà anche stavolta quella per le posizioni di rincalzo, dietro ai tre top-team. Qui la Haas porta a casa un eccellente risultato, nelle qualifiche, grazie al 6° e 7° tempo ottenuti da Kevin Magnussen (gran "colpo di reni" per lui in Q3) e Romain Grosjean, che peraltro partiranno un posto più avanti per la retrocessione di Ricciardo. Bene anche la Renault che segue con Nico Hulkenberg e Carlos Sainz. Senza peraltro poter escludere, nella lotta alle prime dieci posizioni di classifica, la McLaren: Fernando Alonso e Stoffel Vandoorne seguono anche loro appaiati, appena fuori dalle Q3, quindi con il vantaggio di poter scegliere con quali gomme partire.

La situazione è comunque molto fluida, in questa lotta, come dimostra peraltro il poco più di 1 secondo che intercorre tra Magnussen 6° e Lance Stroll 14°. A "circondare" il canadese abbiamo le due Force India di Sergio Perez e di Esteban Ocon, dalle quali è lecito attendersi qualcosa di più in gara (vedremo…). In coda, la Sauber si è comportata meglio del previsto: Marcus Ericsson ha mancato le Q2 per soli 53 ms e Charles Leclerc, dietro di soli 8 centesimi, è migliorato giro dopo giro nelle prove e ha tenuto dietro Sergey Sirotkin e Pierre Gasly (due errori per il francese). Ed è proprio la Toro Rosso ad aver stupito in negativo con entrambi i piloti esclusi subito al termine della Q1: speriamo per la squadra di Faenza che sia stato solo un passo falso momentaneo.