E' tutto nelle mani della McLaren. Senza più alibi, il riferimento Red Bull da agganciare e battere quest'anno, per dire: sì, il team vale i big non solo per i trascorsi gloriosi. In Australia Fernando Alonso ha capitalizzato quanto accaduto in pista e agli avversari, il quinto posto è un'iniezione di fiducia, dovrà diventare piazzamento minimo da centrare per meriti velocistici, piuttosto che per eventi e sventure altrui. Il Gran Premio del Bahrain che aspetta McLaren ha premesse diversissime dalle crisi scontate negli ultimi 3 anni, causa Honda.

Al lavoro dei tecnici, ora, il compito di ridurre il divario. Il pacchetto di aggiornamenti alla MCL33 verrà dilazionato su più gare, arriveranno componenti anche nelle libere del venerdì a Sakhir, introduzione progressiva dovuta alla tormentata preparazione invernale. Alonso guarda con realismo alla situazione attuale e commenta: «Credo che la macchina ha del potenziale, in inverno abbiamo avuto alti e bassi nei test, in Australia è stata la stessa cosa: le libere condizionate dal maltempo, le qualifiche non lisce abbastanza per mostrare il potenziale. Ci dobbiamo prendere il quinto posto, voltare pagina, c'è ancora molto da migliorare per riprendere i primi tre ma abbiamo il potenziale per farlo e speriamo di esprimerlo nelle prossime gare

Il divario è ancora piuttosto ampio, però dipende da noi, sta al team cercare di esprimere le prestazioni giuste nei prossimi 4, 5, 6 gran premi. Dipenderà da noi riuscire a portare le prestazioni in pista, ridurre il distacco, essere a una distanza ragionevole dal podio e dalla pole. I prossimi mesi saranno cruciali per le nostre speranze in questo campionato. E' difficile porre un obiettivo, sappiamo dove siamo adesso, sappiamo che mancano 8-9 decimi dai top, significa dover fare più progressi e più velocemente di loro, è una sfida per tutta la fabbrica, i progettisti, speriamo di vedere presto i risultati».

Bahrain e Cina sono circuiti in grado di descrivere in modo più completo le doti delle monoposto, diversi per caratteristiche, diranno meglio di quanto non abbia fatto Melbourne quanto valga questa McLaren di inizio 2018. «Se non saremo in lotta per il campionato, speriamo quantomeno di lottare per dei podi o arrivare regolarmente tra i primi 5 o 6, in Australia è stato possibile grazie alla VSC e al ritiro delle due Haas. E' la prima volta negli ultimi anni in cui dipende esclusivamente da noi portare a casa i risultati», ripete Alonso.

Più loquace dei due finlandesi in conferenza stampa, quando si ragiona di quale Formula 1 vorrebbero i piloti. Liberty Media presenterà un piano d'azione ai team venerdì, tra power unit, regolamenti, monoposto e tanto altro. Piloti spettatori, pronti a correre la categoria che verrà decisa, con l'augurio di tutti gli appassionati: gare più combattute e incerte. «Non credo che ci sia nulla che possiamo dire a riguardo, Liberty è stata aperta nei nostri confronti sin dall'inizio, ci hanno chiesto opinioni e idee da proporre sin dallo scorso anno. Ora credo abbiano un programma che mostreranno domani ai team, noi accetteremo qualunque decisione, il potere è nelle loro mani e hanno tutte le competenze su come fare. Vorrei vedere battaglie più ravvicinate, sarebbe una situazione accolta favorevolmente da tutti. In Formula 1 non è andata sempre così, la settimana scorsa ho visto una gara degli anni Novanta e a parte le prime quattro macchine, tutti gli altri piloti erano doppiati, eppure ricordiamo quella come l'Era d'Oro della Formula 1. Oggi, se guardiamo altre serie, la Indycar, c'è imprevedibilità fino all'ultimo giro, mentre qui potremmo scrivere l'ordine delle qualifiche già al giovedì ed è molto triste».