Nella tristezza di una qualifica prevedibile e pronosticabile nell'esito sin dal giovedì, aspetto da cancellare di questa Formula 1, secondo Fernando Alonso, c'è l'attesa per verificare ancora il margine di vantaggio che può vantare Mercedes sugli inseguitori. Sull'inseguitrice più immediata. Sulla Ferrari SF71H. A Melbourne la combinazione di fattori ha scritto un divario enorme sul giro secco: incredibile la prestazione di Hamilton, sempre vivo il boost offerto dalla power unit Mercedes, in più, le sbavature di Vettel nel tentativo buono.

E Sebastian, in Bahrain, non nasconde certo l'evidenza. La Ferrari ha il potenziale da sfruttare, al momento, però, si tratta di dover ricucire un divario da Hamilton al quale dà un'esatta misura: «Se guardate al passo, nei test e alla prima gara, è piuttosto chiaro che la Mercedes sia più veloce, probabilmente con un margine di 3 o 4 decimi. Ed è anche quel che abbiamo visto in gara». Sabato finiranno nel mirino due settori in particolare, di Sakhir. Il primo e il terzo, quelli essenzialmente da motore, trazione e staccata. Sarà interessante analizzare le prestazioni e fare la pesa con un tratto centrale più guidato, nel quale il carico aerodinamico incide maggiormente sulla performance, per trovare conferma alle impressioni registrate a Melbourne, di una SF71H particolarmente a proprio agio sui tratti più veloci.

«In qualifica il gap è sembrato più grande di quanto avrebbe dovuto essere. In Q2 Lewis non ha messo insieme il giro, lo ha fatto in Q3, dove Max ha commesso un piccolo errore e anch'io, quindi avremmo dovuto essere un po' più vicini. Non c'è dubbio che sappiamo di non essere ancora abbastanza veloci e che la Mercedes in questa fase lo è, ma andiamo a correre, non viviamo nella terra delle simulazioni facendo affidamento esclusivamente sui numeri. Corriamo e, come visto in Australia e tante volte negli anni scorsi, l'emozione di quel che facciamo è che non sai mai cosa accade», racconta Vettel. Quasi tutto è contendibile, anche partendo da una situazione di relativa inferiorità. E' il ragionamento opposto quando si analizzava il gran passo gara Mercedes nei test di Barcellona, con gomme medie, e Seb a ribattere: sì, ma in un gran premio di mescole se ne impiegano due.

Dall'altra parte c'è un Hamilton che non quantifica il vantaggio che ha in tasca. Si limita, piuttosto, a dire: «Non ho un numero, il team non mi ha dato una cifra del vantaggio che abbiamo. In qualifica crediamo di essere uguali in termini di potenza, hanno compiuto davvero un gran miglioramento. In gara il team dice che potremmo avere un leggero vantaggio su di loro». Col senno di poi, Andrew Shovlin, nell'illustrare le ragioni dell'errore strategico commesso sotto VSC e costato la gara, ha ammesso che il potenziale per spingere di più e ampliare il margine di vantaggio c'era eccome.

Raikkonen, ok 7 decimi dietro se poi vinciamo

E' interessante, tuttavia, un altro aspetto, ripreso da Hamilton giovedì in Bahrain: «E' difficile esprimersi dopo una sola gara, loro giravano con una diversa modalità, in particolare in gara facevano qualcosa di differente in riferimento ai consumi di benzina. Avremo un'idea migliore nelle prossime gare». Già domenica un altro banco di prova tra i più esigenti sui consumi dell'intero campionato e sarà interessante seguire le istruzioni su quanto marcato dovrà essere il risparmio di carburante e il ricorso al lift and coast