Un sabato a luci rosse nel deserto del Bahrain. Sebastian Vettel strappa al deluso compagno Kimi Raikkonen la pole nelle qualifiche di Sakhir, per una prima fila tutta Rossa difficilmente pronosticabile alla vigilia del Gran Premio. Perlomeno considerando la mostruosa qualifica di Lewis Hamilton a Melbourne, che aveva evidenziato non solo la micidiale efficacia del campione britannico sul giro secco, ma anche la velocità della Mercedes W09.

Più volte decantata dallo stesso Vettel nei giorni precedenti la gara. “Se guardate al passo – aveva dichiarato il tedesco giovedì - , nei test e alla prima gara, è piuttosto chiaro che la Mercedes sia più veloce, probabilmente con un margine di 3 o 4 decimi”.

Ma i pronostici si ribaltano in pochi minuti. E mentre Kimi cucina pazientemente la base del banchetto Ferrari, Seb mette la classica ciliegina sulla torta, con Hamilton già penalizzato di cinque posizioni per la sostituzione del cambio alle spalle del redivivo Bottas (tenendo a mente che sulla SF71H numero 5 è stata incece cambiata la prima centralina).

Prima fila tutta Rossa, roba inaudita dallo scorso Gran Premio d'Ungheria. Vettel, grazie a un crono di 1:27.958 ottenuto nel secondo tentativo, è l'unico pilota a scendere sotto l'1'28, staccando di 143 millesimi Raikkonen e di 166 Valtteri Bottas, dopo che nel primo run aveva pagato un ritardo di 95 millesimi sul compagno di scuderia.

Arrivato in Bahrain nuovamente da leader della classifica, Vettel è sceso dalla sua SF71H comprensibilmente raggiante, dopo gli usuali “grazie” rivolti via radio ai ragazzi del muretto Ferrari.

“L'avevo buttata via (la pole, Ndr) nell'ultima curva (durante il primo tentativo, Ndr). Sapevo di dover stare lontano da quel cordolo... Sono così felice del secondo. Abbiamo lavorato sul bilanciamento e oggi l'abbiamo migliorato. Non è stato facile ma la macchina ha risposto bene e ne sono felicissimo.  E' una sorpresa, in Australia eravamo indietro sul giro secco. Ovviamente questa è una pista diversa, ma è importante continuare a migliorare e lavorare sull’assetto della macchina e sulla comprensione della vettura. Sono contento della direzione intrapresa e vedere che abbiamo costruito una macchina capace di monopolizzare le qualifiche è una bella sensazione”.

E ci mancherebbe altro. Adami, ingegnere di pista di Vettel, ha commentato la prestazione del suo pilota come “il giro del leone”. Che parte primo, dovendosi guardare le spalle e i fianchi non dagli artigli di Hamilton, nono in griglia, bensì da Raikkonen e Bottas. Certamente non due gattini ma meno pericolosi della tigre britannica.