Dopo tanta dietrologia per i 7 decimi che aveva rimediato nelle qualifiche di Melbourne, la Ferrari ottiene la sua rivincita a Sakhir conquistando l'intera prima fila e lasciando entrambe le Mercedes alle proprie spalle. Per di più senza nemmeno approfittare della penalizzazione dovuta alla sostituzione del cambio di Lewis Hamilton, che per questo scivola dalla quarta alla nona posizione in griglia. Così si dimostra una volta di più che in questo campionato non vi sono posizioni stabilite e irremovibili per quanto riguarda le forze in campo, ma che si dovrà vedere di volta in volta in base a circuiti e situazioni ambientali. In questo caso, infatti, hanno giocato a favore di Maranello sia la conformazione della pista araba sia le alte temperature.

Tra i due portabandiera ferraristi, nel momento decisivo ha la meglio Sebastian Vettel, che conquista una grande pole position dopo aver "preso le misure" con il cordolo esterno dell'ultima curva. Kimi Raikkonen, sebbene spesso più veloce, manca la partenza al palo per 143 millesimi, complice il disturbo dato dalla Renault di Sainz, avvertito tardi dai box dell'arrivo della Ferrari numero 7, nel suo giro di rallentamento. Raikkonen non l'ha presa bene: proprio adesso che si ritrova con una sospensione anteriore "salda" come piace a lui e sta andando davvero forte, succede sempre qualche intoppo che gioca a suo sfavore. Ma vedremo in gara, anche se i pezzi persi oggi in pista da Vettel in un paio di occasioni possono preoccupare un po'…

Stavolta, piuttosto, la "modalità party" non è stata sufficiente alla Mercedes per fare la differenza. Valtteri Bottas su questa pista a lui congeniale è comunque rimasto indietro di 166 ms, e Lewis Hamilton di un ulteriore decimo. Distacchi che sarebbero maggiori senza l'apporto "pulsantiero" del motore e dunque fanno pensare che difficilmente la situazione cambi per la gara, nonostante una miglior predisposizione della W09 nell'impiego delle mescole più dure. In più, distacchi così limitati non favoriscono certo la rimonta alla quale sarà costretto Hamilton, dalla nona posizione al via, vedremo se facilitata dalla possibilità di partire con gomme soft (utilizzate in Q2 nel giro veloce) contro le supersoft degli altri.

Consideriamo infatti che pure le Red Bull sono state piuttosto veloci. Lo si è visto soprattutto con Daniel Ricciardo, 5° tempo a 0"440, perché Max Verstappen ha visto sfumare tutto in Q1 quando ha "perso" la sua STR14 all'uscita della prima sequenza di curve. L'olandese ha accusato un'improvviso picco di potenza, valutato da lui in 150 cavalli. In ogni caso sarà costretto a partire 15° e quindi dovrà affrontare una gara in salita.

Il marchio della bibita energetica può comunque festeggiare anche con il suo junior team: infatti subito dietro alla Red Bull c'è la Toro Rosso con un ottimo Pierre Gasly, che partirà in terza fila dopo aver preceduto Kevin Magnussen e la Haas di 29 ms. C'è da aggiungere che Brendon Hartley ha mancato di pochissimo la top ten, di soli 6 ms, dopo un piccolo errore all'ultima curva. Insomma, le modofoche apportate dopo l'Australia hanno funzionato alla gramde, anche al di là delle attese. Inoltre Hartley partendo 11° potrà scegliere le gomme del via. Anche la Haas, peraltro, è stata meno fortunata con la seconda macchina: due errori hanno condannato Romain Grosjean a non passare le Q1, oltretutto dopo aver ottenuto lo stesso tempo al millesimo di Fernando Alonso (invece "promosso" alle Q2).

A ribadire che la situazione cambia facilmente da un weekend all'altro e da un circuito all'altro, c'è infatti non solo la migliorata prestazione della Toro Rosso, ma anche quella peggiorata della McLaren rispetto all'Australia. Solo 13° lo spagnolo e 14° Stoffel Vandoorne, peraltro a un solo secondo dagli avversari diretti più veloci (in Q1) a testimoniare la grande lotta per le posizioni di rincalzo in cui pare rientrata Force India. Lotta dalla quale sono però state escluse sia le Sauber che le Williams: anche stavolta si può sperare in qualcosa di meglio in gara, ma i distacchi sono abbastanza pesanti.