Non poteva essere la vera Toro Rosso, quella di Melbourne. Nella notte del Bahrain, brilla Pierre Gasly, su una STR13 aggiornata nell'aerodinamica, primo colpo messo a segno, con i riscontri della pista a certificare subito il progresso ottenuto sulla specifica precedente e la conferma dei valori delle simulazioni in fabbrica. Si scrive correlazione, si legge soddisfazione per aver centrato l'obiettivo. Quarto posto, mai così in alto una power unit Honda dal rientro in Formula 1. Piani altissimi anche per Toro Rosso, a bissare il risultato di Sainz a Singapore 2017. Alcuni episodi hanno aiutato la scalata ma, attenzione, è tutt'altro che frutto del caso quanto ottenuto. La concorrenza diretta del Toro di Faenza si chiama Haas, Renault, McLaren, Force India. Tutti ampiamente dietro, battuti di pura prestazione. I ritiri delle Red Bull e di Raikkonen, hanno allietato un film che avrebbe comunque offerto motivi per sorridere.

«Pierre ha fatto un lavoro fantastico. E' iniziato tutto al venerdì, con tempi davvero buoni e feedback tecnici molto utili. Ha controllato la gara come se avesse corso 100 gare in Formula 1, è stato straordinario, spero questo sia solo l'inizio», racconta Franz Tost. I meriti di Gasly non solo nel gestire le gomme supersoft per 23 giri, uno in meno dello stint più lungo sulla stessa mescola, realizzato da Sergio Perez, ma nella determinazione in partenza, l'attacco su Ricciardo in curva 1, poi la battaglia con Kevin Magnussen, a giocarsi posizione e la prospettiva di allungare: «Ho avuto una bella lotta con Magnussen, il passo era davvero buono, purtroppo ho visto entrambe le Red Bull fermarsi, dopo il ritiro di Raikkonen il team mi ha detto che avevamo l'opportunità di terminare in quarta posizione, così ho dato tutto fino alla fine. La macchina mi ha consentito di spingere al massimo e il passo era grandioso, visto che sono riuscito a staccare la Haas. Ho fatto una mega-partenza, sono riuscito a passare Ricciardo in curva 1, dopo è stato un po' insidioso quando Magnussen mi ha passato in curva 1, sapevo di doverlo passare subito altrimenti avrei perso tempo e sarebbe stato difficile riprenderlo in seguito. Dopo averlo superato l'ho tenuto dietro e ho spinto a tutta, mentre tenevo d'occhio le gomme, siamo riusciti a gestirle piuttosto bene», il racconto di Gasly.

Chiude con 13 secondi di vantaggio su Magnussen, la Renault di Hulkenberg è a oltre 30 secondi. Sono i numeri che raccontano meglio la competitività Toro Rosso-Gasly in Bahrain, in una domenica più difficile per l'altra STR13, gara di Hartley condizionata dall'errore in curva 4 e l'aver centrato Perez. «Per il team è come una vittoria, è il miglior risultato anche per Honda dal loro rientro. Credo che le persone in Giappone, non so che ora sia adesso, ma debbano essere felicissime. Hanno vissuto anni difficili, questo è un gran modo motivarli e mostrare che serve continuare a spingere. Abbiamo compiuto un passo in avanti enorme durante questo week end. Da quando siamo arrivati la macchina è stata veloce, riuscire a fare la miglior qualifica di sempre in Q3 è stata già una soddisfazione grandissima, ma niente può battere la sensazione che abbiamo avuto con questa quarta posizione». Confortante è soprattutto l'incremento di prestazioni registrato con il nuovo pacchetto aerodinamico, visto l'immediato trasferimento in Cina, circuito dalle richieste tecniche diverse rispetto al Bahrain e proprio su telaio e aerodinamica particolarmente esigente.

Bahrain, una gara da dimenticare per Raikkonen

«Il quarto posto per Honda e Toro Rosso è un risultato fantastico, siamo arrivati in Bahrain con un nuovo pacchetto aerodinamico e anche Honda con alcune modifiche. Sin dall'inizio del week end, sulla macchina di Pierre, sulla quale avevamo montato gli aggiornamenti, abbiamo visto il miglioramento delle prestazioni rispetto a Melbourne. Dopo pochi run al venerdì abbiamo realizzato che gli aggiornamenti funzionavano come previsto e calcolato al CFD e in galleria del vento.

Sono piuttosto fiducioso – pronostica Franz Tost – del fatto che abbiamo quel che serve per mantenere questo livello di prestazione, forse non per concludere sempre quarti, perché non dobbiamo dimenticare che Verstappen e Ricciardo non hanno concluso la gara, ma nondimeno sono convinto che i punti siano un risultato possibile in tutte le gare. Un grazie al dipartimento Ricerca e Sviluppo di Honda a Sakura, hanno svolto un lavoro fantastico durante i mesi invernali per migliorare sensibilmente la prestazione e l'affidabilità, il risultato è che adesso possiamo lottare per le posizioni davanti. Grazie anche al dipartimento aerodinamico a Bicester, hanno fatto davvero un buon lavoro, tutti gli aggiornamenti hanno funzionato come atteso».

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