Sono analisi della strategia adottata in gara caratterizzate dall'”avrebbe potuto”. Spingere di più Hamilton in Australia per non essere tagliato fuori da Vettel, con l'attenuante di un software di simulazione tutt'altro che affidabile. Spingere prima, e più a fondo, Bottas in Bahrain – per ammissione di James Allison una reazione tardiva di Mercedes – mentre si concretizzava la scommessa Ferrari di tirare dritto fino al traguardo con la gomma soft. In Cina non è consentito steccare un'uscita che si annuncia favorevole. «E' sempre stata una buona pista, spero davvero di poter risalire la scala e tornare nelle posizioni per le quali abbiamo lavorato nelle ultime due gare. Arriveranno cose interessanti, ma sono 17 punti dietro e non posso permettermi di perderne ancora da Sebastian», la visione con la quale Lewis Hamilton avvicina Shanghai.

Nell'ultima gara ha scontato comunicazioni via radio disturbate e, del quadro complessivo che si sviluppava davanti, ha registrato appena il passo da mantenere nel secondo stint. Un disappunto che ha manifestato al giro 46: «Ragazzi, mi sembra che non mi stiate dando un quadro generale. Non so cosa ***** sto facendo qui». E la risposta del muretto: «Il target è 34”0, ci serve questo passo altrimenti non riusciremo a prenderlo. Concentrati sul passare le macchine davanti e perdere meno tempo possibile». Istruzioni che arrivano quando ormai la gara e la strategia Ferrari è ben delineata.

Hamilton torna sugli episodi di domenica scorsa e aggiunge: «Le differenze sono molto limitate adesso, si ingigantisce l'importanza della comunicazione e tutti questi piccoli dettagli possono fare la differenza tra avere sette punti in più o no. Non possiamo permetterci di perdere nessuna gara dalla Ferrari, dovremo porci nella condizione nella quale non siamo solo competitivi nelle operazioni legate alla macchina, ma anche in gara.

Nel mirino: Shanghai possibile trappola cinese per Ferrari

La strategia in Bahrain è stata grandiosa ma, perché funzioni, dovremo assicurarci che tutti comprendiamo allo stesso modo cosa dobbiamo fare. Se non sei a conoscenza di quel per cui sei in lotta, è difficile guidare. Ci siederemo e discuteremo le ultime due gare. Ci sono piloti che preferiscono avere feedback differenti, alcuni preferiscono riceverne più di altri, se ascoltate i miei team radio nel corso degli anni non amo avere una tonnellata di informazioni, ma ci sono fasi nelle quali hai bisogno di averne di più. Dovremo lavorare per migliorare su questo aspetto, con tutti gli ingegneri e chiunque è coinvolto».