Del contratto in scadenza di Daniel Ricciardo si discute prima ancora che terminasse il mondiale 2017. Cosa farà il pezzo più pregiato rimasto sul mercato, in scadenza con Red Bull quest'anno? E lui, Daniel, a tenere sempre la stessa linea, lo stesso commento: niente fretta, la scelta è la più importante della carriera, vista l'età, la maturità, la programmazione del futuro. Da vincente, quale ha dimostrato essere. Le alternative più in voga a un rinnovo con Red Bull si è sempre detto fossero Ferrari e Mercedes, tavoli ai quali sedersi per contrattare un domani lontano dal team che lo ha allevato e lanciato. Squadra che, beninteso, ha visto ampiamente ripagato con i risultati l'investimento.

Ora sta a Red Bull dare garanzie di competitività stabile. La fragilità vista in Bahrain e in Cina nelle libere non è accettabile per un pilota che chiede di poter lottare alla pari con Vettel e Hamilton per il titolo. Non è accettabile scontare un divario di prestazione ancora evidente in qualifica. L'ambizione dei cinque migliori piloti in griglia è di realizzare l'abbinata perfetta con la monoposto di riferimento. «Voglio essere sulla macchina migliore», ha ripetuto Daniel dopo il successo in Cina. «Il week end ha dimostrato come posso farcela se mi si presenta l'occasione». Un Ricciardo che, l'occasione, non solo riesce a sfruttarla ma sa propiziarla. «Se riuscissimo a vincere ancora un po' di gare con Red Bull, diverrebbe una soluzione molto attrattiva, viceversa ci sono probabilmente altre opzioni. La vittoria è chiaro che aiuta ma, dovessimo finire quest'anno tutte le gare al sesto posto, allora non sarebbe più l'opzione più attraente», chiarisce Daniel.

Nel ragionamento sul medio periodo, Ricciardo dovrà ponderare le garanzie che Red Bull potrà offrire in funzione del motorista al quale sceglierà di legarsi per il biennio che precede il passaggio alla nuova fase delle power unit turbo-ibride. Honda o Renault, quale 2019-2020 si prospetterebbe contro Ferrari e Mercedes?

Ha 17 punti di distacco da Vettel e un ritiro a pesare tantissimo, senza il quale diremmo, oggi, di un Ricciardo incollato e tra Seb e Hamilton. Può essere un 2018 da mondiale? «E' ancora troppo presto per dire che Red Bull può contendere il titolo. Abbiamo vinto ma ci serve la regolarità per dimostrare di essere in lotta. Se, quando torneremo in pista, tra due settimane a Baku, vinceremo di nuovo, allora probabilmente sì, saremo in partita».

Dal 2019 più benzina per spingere sempre a tutta