Meglio in gara che non in qualifica, mai in Q3 in tre gare corse finora, la McLaren. La monoposto completamente evoluta che avrebbe dovuto debuttare in Australia si vedrà solo in Spagna, conseguenza di un inverno di test corso via tra guai di affidabilità e pochi chilometri. Dal primo, classico, appuntamento europeo sono attesi anche degli aggiornamenti legati all'utilizzo della power unit, già in Cina con un “via libera” di Renault al rialzo nello sfruttamento della potenza disponibile.

Sarà solo con il secondo motore previsto in stagione che si registreranno novità hardware più sostanziali, come le ha definite Abiteboul. Una spinta per provare a chiudere il divario che ancora esiste rispetto a Ferrari e Mercedes. Nel confronto tra motorizzati Renault, tuttavia, sta a McLaren risolvere i limiti del progetto che relegano il team alle spalle di Red Bull e Renault.

Fernando Alonso si è detto fiducioso di come la monoposto evoluta risolverà i problemi della MCL33. Il “vero” progetto 2018 dovrebbe essere in grado di esprimere un altro potenziale. Manca la prestazione in qualifica, la monoposto si comporta relativamente meglio in gara, scenario nel quale, finora, McLaren ha saputo approfittare delle occasioni avute.

Eric Boullier tocca un punto, non l'unico, sul quale dovranno compiersi i miglioramenti più sensibili: l'aerodinamica. «E' uno dei problemi, la nostra velocità massima non è la migliore, siamo in fondo alle classifiche. Ma non è l'unico neo, non è così semplice. Se fosse solo una questione di resistenza della monoposto sarebbe facile da risolvere». Drag che è la resistenza opposta all'avanzamento, legata direttamente al carico aerodinamico generato dalla monoposto – non solo per incidenza delle ali, ma anche funzione del passo, dell'assetto rake -.

Scorrendo la graduatoria delle velocità massime registrate in Cina, il quadro tracciato dai numeri dice di un Alonso a 325 km/h in qualifica, contro i 331 km/h di Vettel, in gara 334 km/h contro i 343 km/h di Raikkonen. Sulla carta, altri Renault hanno fatto peggio. Tuttavia, per non penalizzare troppo la velocità sul dritto è facile intuire la ricerca di compromessi sull'assetto, scaricare la monoposto per recuperare sul dritto. Il nodo è l'ottenere un elevato carico aerodinamico minimizzando l'impatto sulla resistenza opposta.

Tornando a Boullier, sottolinea la necessità di «risolvere alla radice tutti gli aspetti della macchina, per assicurarci di essere là dove dovremmo»