Un nuovo elogio della follia a Baku. Una nuova vittoria certa tramutata in cocente sconfitta per Vettel. Un nuovo podio inaspettato per Kimi Raikkonen, uomo giusto al momento giusto senza meriti eccessivi.

Il bilancio finale della campagna caucasica dell'Armata Rossa non è certo trionfale. Dopo una qualifica da dominatore e una prima parte di gara gestita al meglio, Vettel si ritrova quarto al traguardo e scalzato dalla leadership in classifica generale. Le ragioni sono numerose, tuttavia riassumibili nell'ingresso in pista durante il giro 40 della Safety Car, schierata per la seconda volta dalla direzione gara in seguito al suicidio Red Bull. La Safety ancora una volta ha appiattito i distacchi, vanificando tutto il vantaggio capitalizzato dal tedesco in precedenza. Consentendo all'abile muretto Mercedes, astuto nel lasciar fuori Bottas in attesa di un segno divino poi arrivato, di ribaltare la situazione. Che poi Grosjean sia andato inspiegabilmente a sbattere prolungando l'agonia della Safety, che Vettel abbia sbagliato l'attacco su Bottas spiattellando le gomme e perdendo il podio, sono corollari. Col senno di poi son buoni tutti a dire “se Vettel fosse rimasto dov'era...”

Il primo a comprendere la pesantezza del risultato, che sportivamente non premia l'eccellente lavoro fatto dal venerdì mattina fino al giro 40 della gara, è proprio Vettel. Sceso dalla sua SF71H, Seb sfoggia un sorriso sardonico mentre commenta il suo fatale tentativo di sorpasso su Bottas: "Non penso fosse una staccata esagerata. Ci ho provato, ma non ha funzionato. Ora è facile dire che fosse un rischio eccessivo, ma non avevo troppe alternative a dire il vero. Bottas era davanti e avevo Hamilton sulla destra: ho cercato di prendere l'interno, ma una volta che ho bloccato non c'è stato più niente da fare, perché ho spiattellato la gomma e ho perso anche la posizione con Perez. Peccato perché è stata una buona gara, con un buon passo. A volte va così".

L'Uomo che fondò la Scuderia Ferrari disse: “La fortuna e la sfortuna non esistono”. Vettel non ne sembra molto convinto:Sicuramente (sono stato sfortunato, Ndr), però avevo ancora la possibilità di vincere. Sono contento di averci provato. Come ho detto ora è facile parlarne, ma è una decisione da prendere molto rapidamente e non è andata per il verso giusto, quindi ho sbagliato qualcosa. Ma non posso permettere che questo condizioni il giudizio su tutta la nostra gara, perché è stata una buona gara”.

E mentre Vettel va a farsi una doccia per lavare via la seconda delusione in due gare, il compagno di squadra si ritrova nuovamente in conferenza stampa a commentare un secondo posto a dir poco rocambolesco. Partito sesto a causa di un errore in qualifica mentre lottava per la pole, Iceman è stato protagonista di una partenza non esaltante. E quando si è visto Ocon sfilargli davanti ha tirato fuori la grinta, buttandosi all'interno della curva 3 e causando l'uscita di scena del francese. Nonché l'ingresso della prima Safety, per consentire la rimozione della Force India dell'infuriato Esteban. Richiamato ai box per cambiare l'ala anteriore danneggiata, Kimi ne approfittato per passare dalle ultrasoft alle ben più durevoli soft. Per poi iniziare una lenta e metodica rimonta, passando dal 14° al 6° posto. Posizione che avrebbe mantenuto se la rissa di Verstappen e Ricciardo prima, poi l'errore di Vettel e la foratura di Bottas non l'avessero proiettato sul secondo gradino del podio.

Prima di tutto Iceman dice la sua sul contatto con Ocon. E se il francese ha subito accusato Raikkonen di avrlo centrato in pieno, Kimi difende la manovra: "Quando ho provato a superare ero all'interno e non so come Esteban abbia fatto a non vedermi. Mi è venuto addosso e mi ha colpito sul fianco. Dopo il contatto non avevo grandi problemi con la macchina. Faticavo un po' nel portare in temperatura le gomme, in alcuni giri avevo delle buone sensazioni mentre in altri soffrivo di più".

Archiviato l'episodio si torna a parlare di Fortuna e Raikkonen sfoggia la consueta onestà: "Non so se si può parlare di una gara fortunata per me. Di sicuro nel finale sono stato agevolato dall'esplosione della gomma di Bottas e dalla lotta tra gli altri piloti. Io ho cercato di non commettere errori e di stare lontano dai problemi, ho spinto quando sentivo di poterlo fare. Non posso festeggiare questo risultato come una vittoria, ma un secondo posto dopo una gara del genere non è affatto male".