Anche quest'anno la gara sul circuito di Baku si è svolta in modo stupefacente, un aggettivo che possiamo usare per il riferimento sia con le tante sorprese avute, sia perché riconduce anche a significati di tipo "narcotico" perché talvolta è parso che la logica e la normalità non fossero più applicate. Di fatto, Lewis Hamilton ha corso pensando a fare la sua gara senza distrarsi e in modo lineare, riuscendo così a sfruttare tutte le situazioni anomale createsi e ad incamerare il massimo. Cioè la vittoria in gara e la leadership in campionato, per 4 punti su Sebastian Vettel (70 contro 66). Nulla di "rubato", al massimo un po' di fortuna, per cui nulla da eccepire relativamente al campione inglese.

Procedendo per ordine di classifica, al secondo posto finale troviamo (anche lui inaspettatamente) Kimi Raikkonen. Il finlandese è riuscito prima a scampare a un contatto con Ocon, poi a risalire passo dopo passo dalle retrovie (dove era finito per il pitstop alla prima safety car) approfittando infine del ritiro delle Red Bull e quindi di quello di Valtteri Bottas, oltre all'errore all'ultimo restart del compagno di squadra. Analizzeremo più compiutamente a parte i singoli episodi, che però è giusto ricordare. Parliamo della lotta fratricida tra Max Verstappen e Daniel Ricciardo che poi ha portato alla collisione in staccata al 40esimo giro, per arrivare alla quale è stata determinante non solo l'esuberanza dei piloti, ma anche il fatto che, dopo essere stato superato in pista, l'olandese sia riuscito a riportarsi davanti in occasione del cambio gomme, in "overcut". Infatti Max ha effettuato il cambio un giro dopo, ma Daniel si è trovato a dover gestire la difficoltà a riportare le gomme a regime nel giro di rientro, finendo dietro. Di questa difficoltà se n'è ben reso conto anche Romain Grosjean, finito a muro nel cercare di scaldarle al massimo…

Alla fine i due piloti più meritevoli hanno raccolto molto meno di quanto auspicato. Da un lato abbiamo uno sfortunatissimo Valtteri Bottas che ha giocato alla perfezione le sue carte strategiche. Per la precisione ha girato il più a lungo possibile con le gomme supersoft della partenza, attendendo una safety car che alla fine è arrivata permettendogli di risparmiare una sosta "normale" (con relativa perdita di tempo) mantenendolo al comando della gara a parità di condizioni con gli altri. Peccato che proprio la posizione di testa gli abbia fatto raccogliere un detrito dopo l'ultimo restart, causando lo scoppio della gomme posteriore e il ritiro. Davvero, il finlandese della Mercedes meritava più fortuna.

Nemmeno Sebastian Vettel ha raccolto quanto seminato per gran parte della gara, ma almeno lui ha finito la gara, sebbene appena fuori dal podio. Il tedesco ha condotto bene la prima parte di gara, riuscendo anche a mettere un gap sufficiente tra sé e Hamilton per stare al riparo da eventuali tattiche Mercedes. Poi comunque è rimasto secondo alle spalle di Bottas quando la situazione è volta a favore di Valtteri. Ma l'episodio decisivo è stato all'ultimo restart: Bottas è scattato bene, ma Vettel era riuscito a prendergli la scia, provando (a parità di gomme) a tirargli la staccata. Non è venuta bene: ha bloccato e ha tirato dritto, sfilando così 4°. Da parte nostra appoggiamo la scelta di Seb: una delle critiche che spesso si fanno ai piloti è quella di "non provarci" quando ne hanno l'occasione, per cui criticare per il motivo opposto ci sembra quantomeno incoerente. Purtroppo ha pure spiattellato le gomme, e così non ha avuto margine per difendere la posizione dall'attacco di Perez.

Questo ci porta a poter magnificare la gara di alcune delle "comparse", termine che usiamo in senso per nulla dispregiativo perché non è colpa loro se non hanno una delle macchine di vertice. Cominciando proprio da Sergio Perez, ottimo podio frutto di una gara intelligente e consistente. Non è certo colpa sua se Esteban Ocon è finito fuori subito al primo giro cercando di battagliare con Raikkonen, e di fatto il messicano si conferma capace di "sprazzi" assolutamente incredibili dopo aver rischiato nel tamponamento subìto da Sergej Sirotkin (penalizzato per questo di 3 posizioni al prossimo GP). Punti molto importanti per la Force India, anche perché a sentire i tecnici del team, non si aspettano di avere la stessa competitività in piste meno atipiche rispetto a Baku.

Benissimo anche Carlos Sainz, riuscito a sfruttare alla perfezione la velocità mostrata oggi dalla Renault, all'altezza addirittura della Red Bull. Purtroppo per lui, Nico Hulkenberg è finito in sovrasterzo contro un muretto: sembra proprio che questa non sia la sua pista. Il cosiddetto "eroe del giorno" è però Charles Leclerc: il monegasco ha sfruttato benissimo i caotici primi giri e poi non ha commesso errori, il sesto posto finale è preziosissimo (anche per il team) e meritato, pur considerando tutte le condizioni in cui è maturato.

Di rilevo peraltro anche la gara di Fernando Alonso, che sembrava aver preso una piega ben diversa quando era dovuto rientrare ai box al primo giro con entrambe le ruote destre distrutte per un contatto (fortuito) con Sirotkin. Altrettanto insperato, il nono posto di Stoffel Vandoorne completa un buon risultato di squadra per McLaren. Tra i due si è messo Lance Stroll, che su questa pista ottiene "storicamente" (per quanto lo si possa dire con due prove in statistica) risultati notevoli. Infine la Toro Rosso ottiene un punto "di incoraggiamento" con Brendon Hartley, ma anche Pierre Gasly è stato spesso in posizioni "interessanti". Speriamo vada ancor meglio nei GP europei.