Uno degli episodi del GP di Spagna che più ha fatto parlare, comprensibilmente, è stato l'incidente nelle fasi di partenza che ha visto l'eliminazione di tre possibili protagonisti. È stato quando in curva 3 Romain Grosjean si è intraversato e, tenendo giù il gas, è andato a tagliare la strada al gruppo coinvolgendo gli incolpevoli Nico Hulkenberg e Pierre Gasly, che non hanno potuto far nulla per evitarlo. Tutti e tre si sono ritirati con le monoposto mezze distrutte (e per fortuna che nessuno si è fatto davvero male) e i commissari hanno deciso di penalizzare Grosjean con 3 posizioni di arretramento sulla griglia del prossimo GP a Monaco, più 2 punti sulla licenza (siamo a 5 totali).

Alleghiamo il dispositivo della sentenza, aggiungendo il commento del direttore di gara Charlie Whiting che ha trovato quantomeno "imprudente" il comportamento di Grosjean in questa situazione: «La mia opinione personale è che avrebbe potuto fare un lavoro molto migliore di questo - ha detto Whiting - quando si è girato, ed è molto strano vedere una macchina far fumare le ruote posteriori in quel modo nel primo giro di una gara». Infatti nella sua piroetta a gas spalancato, il pilota francese ha creato una "cortina fumogena" che ha dato pure problemi di visibilità per chi arrivava e avrebbe fatto la felicità degli appassionati di drifting…

Ora, la questione potremmo anche chiuderla qua (e se non siete interessati potreste effettivamente fare a meno di continuare a leggere). Tuttavia, come ben sanno i lettori che ci seguono assiduamente, spesso cediamo alla tentazione di analizzare più approfonditamente certi episodi, soprattutto quando riesaminandoli a freddo (potete facilmente trovare dei video via internet) emergono elementi che magari in un primo momento erano sfuggiti o non erano così evidenti. Come è stato anche in questo caso. Cominciando proprio dal motivo per cui Grosjean è finito di traverso.

Come dicevamo, siamo ancora nelle fasi di partenza e ci stiamo approcciando al lungo curvone numero 3. Grosjean non è partito male e anzi sfruttando una piccola scaramuccia tra Carlos Sainz e Fernando Alonso, è riuscito ad uscire da curva 2 in ottava posizione, appena dietro il compagno di squadra Kevin Magnussen. Nella percorrenza di curva 3, però, Magnussen ha uno scarto improvviso: finisce proprio davanti al muso della macchina di Grosjean e a questo punto basta l'improvviso alzare il piede dall'acceleratore (con la complicità dell'aerodinamica disturbata) per far "perdere" la macchina al francese.

A questo riguardo, si è parlato di una piccola perdita di aderenza del danese, ma focalizzandosi su di lui si vede come prima scarti l'avantreno e solo dopo il retrotreno. Qualche "maligno" ha insinuato che Magnussen abbia deviato apposta non appena visto proprio il compagno di squadra negli specchietti. Francamente, considerando l'atteggiamento solito di Kevin nei corpo-a-corpo e quanto osservato, non riusciamo ad escluderlo; ma resta comunque un'ipotesi/illazione.

Detto questo, la macchina di Grosjean entra in una lunga intraversata in cui prosegue per vari metri praticamente a 90°, appena fuori del bordo sinistro della pista. Una situazione che poteva risolversi con un nulla di fatto, se non fosse che ad un certo punto Romain decide di affondare sull'acceleratore. E qui la macchina reagisce in un modo inaspettato: anziché piroettare su sé stessa, come succede di solito in questi casi, si fionda in avanti e va a tagliare tutta la pista da sinistra verso destra, quando ancora sta passando tutto il gruppo. E causando il patatrack.

Come mai questa reazione? Va bene che a 250 orari (lì si era in sesta marcia) non si può mai sapere come si può comportare una macchina, però… Analizzando meglio, si può notare che nella sua intraversata "di taglio" la Haas numero 8 si è trovata con le ruote posteriori su una zona asfaltata, mentre quelle anteriori erano sulla "falsa erba", cioè la zona verniciata verde. Che ha una minore aderenza. Crediamo sia per questo motivo che l'avantreno non è riuscito a "fare perno" in modo da causare il subitaneo testacoda.

Invece le ruote motrici sulla parte con più aderenza hanno trovato trazione, riuscendo a "sparare" in avanti la macchina. Da rilevare pure, infatti, che quando la macchina di Grosjean ritorna verso la pista, non appena sono le ruote posteriori a passare sulla "striscia verde" (e quelle anteriori tornano sull'asfalto vero) queste perdono aderenza e a quel punto sì che si innesca il testacoda, quando sarebbe stato meglio di no. Senza di questo forse Grosjean sarebbe davvero riuscito a tagliare tutto finendo fuori a destra e senza colpire nessuno (a rischio però Ocon e Stroll) un po' come successo in F2 a Merhi in curva 5. Invece si "blocca" sul posto e così viene centrato da Hulkenberg e Gasly.

Con questo non vogliamo certo assolvere Grosjean, ma solo far capire come l'intera dinamica dell'incidente sia stata meno semplicistica rispetto al "ha fatto la solita cavolata" con cui qualcuno ha voluto descrivere sommariamente il tutto. È certamente facile giudicare a posteriori e magari dopo aver visto e rivisto i "ralenty", ma i piloti si trovano a dover capire e decidere in frazioni di secondo, con tutto che sicuramente il francese non ha preso la decisione migliore (anzi).

Di fronte ai commissari (Tim Mayer, Andrew Mallalieu e Derek Warwick) Romain ha cercato di giustificarsi in qualche modo, ma sostanzialmente siamo d'accordo con la scelta di penalizzarlo (e in quella misura) da parte dei giudici, i quali hanno rimarcato che dopo tutto era già fuori pista e bastava stare lì. In più certe manovre hanno un senso quando sei da solo, non in mezzo al gruppo. Qualcuno avrebbe voluto una "sanzione esemplare" ben maggiore, considerando la pericolosità indubbia di quanto successo, ma riteniamo che in questo modo non si valutino appieno le difficoltà di questo sport e della guida di una F1, banalizzandola come se fossimo nel traffico cittadino a 40 km/h. E questo non ci piace.