Toh, chi si rivede! Un anno fa, Indianapolis, valeva bene una rinuncia al GP di Monaco per inseguire la Tripla Corona e respirare l'aria dei piani alti in classifica, tanto prevedibile e magra si prospettava la campagna nel Principato McLaren. Fernando Alonso a lanciarsi sull'ovale dell'Indiana e cedere il volante a Jenson Button. Un GP di Monaco sufficiente per mandare Pascal Wehrlein contro le barriere, al Portier, in modo scenografico, e guadagnarsi una penalità destinata a non essere mai scontata. E Vandoorne? La miseria di un punto da strappare quale migliore scenario in 78 giri. E, invece, nulla: barriera, a Sainte Devote.

Non perse granché, Fernando Alonso, dal saltare il week end di Montecarlo. Si ripresenterà giovedì, a caccia di qualcosa di più soddisfacente che non un nono o ottavo posto. McLaren ha introdotto importanti novità aerodinamiche a Barcellona, MCL33 che ha compiuto un passo in avanti sulla prestazione, secondo Lando Norris, che le due versioni ha potuto metterle a confronto nei test post-gran premio. Più veloce ma anche meno prevedibile, l'evoluzione. C'è, però, altro. Tra i problemi più gravi riscontrati dalla scuderia, una monoposto che difetta di velocità massima, a causa di un'eccessiva resistenza aerodinamica e di un motore Renault che non può fare certo miracoli. Perlomeno è garanzia di solidità. Monaco ha richieste  diverse da ogni altra pista, così se monoposto e tracciato riusciranno a familiarizzare, possiamo attenderci un assolo interessante di Alonso.

Via Honda, si sono scoperti tutti i limiti progettuali McLaren e non potrà essere un gran soddisfazione navigare anche a Monaco in zona punti ma dietro Haas e Renault. «Il test in Spagna ci ha dato alcune informazioni importanti, che applicheremo già a Monaco. Certo è una pista molto particolare, dalle caratteristiche diverse rispetto ad altri circuiti, ma possiamo comunque adattare quanto appreso e speriamo di proseguire la nostra crescita nelle prestazioni», le attese di Vandoorne, reduce dal primo ritiro stagionale, la trasmissione ad appiedarlo.

Solo due vittorie in carriera per Alonso a Montecarlo, Renault nel 2006 e McLaren nel 2007, nell'era ibrida non è mai andato oltre la quinta posizione, centrata nel 2014 e 2016. Può essere il target del week end? «Non vedo l'ora di tornare al volante per la prima volta dopo due anni e scoprire come si comporta la macchina. Di certo, conosciamo i limiti del nostro pacchetto, una pista lenta come Montecarlo richiede un assetto del tutto unico rispetto a qualsiasi altra pista in calendario, sta a ognuno riuscire ad adattarsi ed estrarre il massimo da quel che si ha

Monaco è una di quelle piste che tende a livellare un po' i valori, è come lanciare i dadi. Come abbiamo visto in Spagna, se anche ti qualifichi bene non vuol dire che non può capitare qualcosa di clamoroso che può stravolgere le cose. Dovremo ottenere il massimo al sabato e poi lottare domenica per guadagnare più punti possibili», spiega Fernando.

L'editoriale: La Formula 1 alla finestra

E ricorda l'esperienza di un anno fa, tra prove e qualifiche di una Indy accarezzata e poi andata in fumo a pochi giri dal traguardo. «Tornare a Monaco sarà davvero avvincente dopo la breve pausa dello scorso anno. Ovviamente ho amato l'esperienza a Indianapolis, però anche Monaco ha un posto speciale nelle corse ed è facile capire perché sia un luogo così celebre per correre un gran premio.

E' tra le piste più impegnative sul piano tecnico dell'anno, semplicemente per il livello di concentrazione e abilità che è richiesto giro dopo giro per 78 volte, come per la gestione del traffico, della strategia, del meteo e ogni altra cosa ti propone questa gara pazza».

Indy 500, pole di Carpenter davanti a un tris di Penske