Weekend perfetto e vittoria pesante per Sebastian Vettel a Montreal: dopo la bellissima pole del sabato, domina dal semaforo alla bandiera a scacchi ottenendo la sua 50esima vittoria in carriera e tornando leader del Mondiale, per 1 punto sul diretto rivale Hamilton che non ha brillato. Quella che ha fatto nuovamente virare il campionato è una vittoria talmente limpida che c'è fin poco da commentare, se non che la SF71H con il nuovo motore ha assistito Seb in modo impeccabile, anche sul fronte dei consumi.

Purtroppo lo stesso non si può dire per Kimi Raikkonen che, è corretto ricordarlo, ha corso con la versione precedente di motore (anche se è il secondo della stagione). Inoltre la tempistica del suo pit-stop non è stata gestita alla perfezione, ritardandolo un po' troppo e senza dargli una vera possibilità di rispondere ai giri veloci che Hamilton stava facendo in quel momento: così Kimi è rientrato in pista proprio in coda a Lewis. Inoltre, proprio mentre cercava di attaccare, ha avuto vari problemi con i settaggi (pare anche con i consumi) e poi anche con le temperature dei freni, anche se dai box gli hanno detto di non preoccuparsene. Insomma, caricare tutte le colpe sul pilota per questo 6° posto sembra decisamente ingeneroso.

Peraltro, in questa gara la "questione motoristica" non ha infastidito solo Kimi, e anzi stavolta le power unit sono risultate più decisive dei pneumatici. La gara di Valtteri Bottas ad un certo punto è stata condizionata dai consumi del suo motore "vecchio", problema che invece non sembra aver impensierito Vettel. Il finlandese della Mercedes è comunque riuscito a portare a casa un meritatissimo 2° posto: anche lui bravissimo sia in gara che in qualifica (solo una sbavatura in curva 1 in gara) e si rilancia pure in campionato, scavalcando Ricciardo al 3° posto (a 35 punti dalla vetta).

Altrettanto meritato e frutto di una gara accorta, veloce e produttiva (almeno stavolta) è il 3° posto di Max Verstappen, che ha sfruttato senza alcuna sbavatura (nemmeno nelle prove) le sue possibilità. Gli auguriamo di continuare così. Al contrario, Daniel Ricciardo va annesso alla lista di chi non è stato aiutato dalla propria power unit (lista in cui figura anche Lewis Hamilton, 5° e anche lui impegnato in gara a risolvere i rebus al volante) poiché aver cercato di evitare le penalizzazioni montando la vecchia MGU-K ha portato a una macchina meno competitiva. Già tanto che abbia salvato il 4° posto finale.

Venendo agli inseguitori (tutti doppiati) la Renault porta a casa un ottimo risultato che consolida la sua quarta posizione nel Costruttori, dopo due "zeri" McLaren. Nico Hulkenberg e Carlos Sainz concretizzano due eccellenti 7° e 8° posto quasi in parata, precedendo Esteban Ocon, mentre Stoffel Vandoorne precede alla fine giusto Sergey Sirotkin, confermando cioè quanto si era visto in qualifica tra McLaren e Williams. Invece Fernando Alonso è costretto a chiudere mestamente ai box la sua 300esima gara, per via della rottura dello scarico.

Anche stavolta a punti Charles Leclerc, peraltro dopo aver fatto penare per un po' di giri proprio Alonso. Essere 14° in campionato con una Sauber non è robetta… Alle sue spalle per poco due piloti che magari avrebbero meritato di più, essendo partiti in ultima fila: Pierre Gasly che comunque ha mancato per poco i punti, e Romain Grosjean che è stato vittima di un eccesso di prudenza dei box. Infatti il francese ha cambiato le gomme del via dopo averle sfruttate ben 48 giri, ma invece di montargli delle hypersoft nuove, che l'avrebbero velocizzato sensibilmente sul finale, hanno preferito le supersoft. Va bene che Romain ha le sue colpe, ma non è che il team si possa lavare troppo le mani sulla mancanza di certi risultati.