Un “giro” in panchina, prima di tornare a Silverstone. Niente specifica assottigliata a Spielberg, per il Gran Premio d’Austria, accomunato alla gara del Paul Ricard solo dalla medesima selezione di mescole operata da Pirelli. E sono i compound utilizzati un anno fa, quando garantirono una corsa sui 71 giri con un unico cambio gomme, solo uno step più morbidi oggi.

Circuiti profondamente diversi, Le Castellet e Zeltweg. Non solo per la lunghezza del giro o la tracciatura. Cambia l’asfalto, rinnovato al Red Bull Ring due stagioni fa e con fenomeni di graining rilevati in presenza di temperature elevate. Il week end che attende la Formula 1 ricalcherà il meteo di domenica scorsa, con temperature a oscillare tra i 20° C e i 27° C.

La sfida sulle gomme cambia. Dagli alti carichi trasversali caratteristici del Paul Ricard si affontano staccate e accelerazioni ripetute, che generano carichi verticali e longitudinali, quindi con il rischio di surriscaldamento delle gomme posteriori. La classificazione Pirelli del Red Bull Ring vale 4 su 5 alla voce frenata, mentre 3 su 5 al capitolo forze laterali. Il livello di carico aerodinamico è medio, un equilibrio tra velocità di punta necessaria sui tre rettilinei e stabilità in frenata, nonché il grip nel secondo e terzo settore, i due più guidati e impegnativi.

La bassa aderenza offerta dall’asfalto (2 su 5) si lega a un fondo molto liscio, con livelli di abrasione praticamente nulli. Le scelte dei team nella ripartizione dei 10 set “liberi” sono piuttosto allineate, con differenze minime sulla disponibilità di gomme Ultrasoft. L’alternanza nei due stint prevedibili in gara non può escludere la Soft dall’utilizzo, scenario già visto al Paul Ricard e in altre occasioni quest’anno nelle quali è stata protagonista la gamma più morbida dell’offerta Pirelli.

Sterzi a parte: Vinci un GP e ti tirano un obbrobrio

«Le tre mescole nominate per il Gran Premio d’Austria sono le stesse dell’ultima gara in Francia, anche se i due circuiti presentano caratteristiche diverse. Entrambi sono però basati su tracciati storici poi rinnovati: il Red Bull Ring presenta alcuni tratti ‘old school’ molto apprezzati dai piloti, su un circuito che enfatizza molto accelerazione e frenata», commenta Mario Isola.

«In passato questa gara ha riservato molte sorprese, anche perché il giro è molto corto. Mentre la maggior parte delle curve è verso destra, le due più impegnative sono verso sinistra: ciò significa che i pneumatici (di destra; ndr) subiscono carichi ‘a freddo’ dato che non vengono sollecitati in nessun’altra parte del giro».

 

Soft

Supersoft

Ultrasoft

Hamilton

2

3

8

Bottas

1

4

8

Vettel

2

2

9

Raikkonen

1

3

9

Ricciardo

2

3

8

Verstappen

2

3

8

Perez

2

2

9

Ocon

2

2

9

Stroll

2

1

10

Sirotkin

1

2

10

Sainz

2

1

10

Hulkenberg

1

2

10

Gasly

1

4

8

Hartley

1

4

8

Grosjean

1

5

7

Magnussen

2

4

7

Alonso

3

2

8

Vandoorne

3

2

8

Ericsson

2

2

9

Leclerc

3

1

9