La logica vuole che segua il “consiglio” di Lewis Hamilton: resta in Red Bull, batti cassa e corri per uno dei tre top team. Daniel Ricciardo svelerà il proprio futuro nel giro di poche settimane, assicura. Per godersi le ferie estive sapendo cosa farà da grande, quale volante stringerà tra le mani nei prossimi due o più anni. Da motorizzato Honda. Le campane McLaren non suonano più la melodia di un tempo, l’interesse del team nei confronti di Daniel c’è ma quali garanzie tecniche può dare? Ricciardo vuole puntare al titolo, da Woking sarebbe dannatamente più difficile che da Milton Keynes (già un percorso con il rischio di trovare il cartello Honda Lavori in Corso).

«C’è stato dell’interesse di McLaren nei miei confronti sì, personalmente voglio metter qualcosa nero su bianco prima della pausa estiva, così da avere la mente sgombra. Alcuni anni fa tutta la transizione da Toro Rosso e Red Bull avvenne nella pausa e non fu un periodo divertente. Red Bull si è impegnata con Honda, so cosa potrò avere, ci sono tutte le carte sul tavolo, siamo a un punto nel quale ho le idee chiare e spero di poter annunciare presto qualcosa», spiega Daniel nella conferenza del giovedì a Spielberg.

Da Honda si attendono livelli prestazionali perlomeno uguali alla power unit Renault nel 2019, non sarà tuttavia un fattore determinante di scelta, dice Ricciardo: «Non condizionerà quello che sceglierò di fare. Mi dà un po’ più di chiarezza sulla direzione che il team sta prendendo. Ora ho più o meno tutte le carte in mano, dipende da me. Vedo i lati favorevoli, ovviamente c’è l’opportunità di iniziare un nuovo percorso con Honda, devo semplicemente rifletterci sopra. Da un lato è qualcosa di positivo che abbiamo preso la decisione; vedremo, spero di poter annunciare entro un paio di settimane dai».

Nonostante da due gare Max Verstappen sia più competitivo e abbia ottenuto altrettanti podi, Ricciardo ha dato maggiori garanzie di costanza nel primo terzo di campionato. Un rinnovo con Red Bull dovrebbe essere accompagnato da un trattamento economico simile all’olandese. Non scende nei particolari del “quanto” dovrà mettere sul piatto Red Bull-Honda (20 milioni di euro, le cifre collegate a un'offerta McLaren), quando gli chiedono se non meriti gli stessi soldi pagati a Max: «A esser sincero apprezzo quel che hai detto, però, quel che riguarda le mie trattative è riservato. Da quando sono nel team, quest’anno soprattutto, i risultati hanno dimostrato il mio livello, in particolare la vittoria di Montecarlo, dopo quel che era successo un paio di anni fa. Ci sono un paio di cose che volevo fare e sono riuscito a fare, possono aiutarmi nelle trattative e nel prosieguo della mia carriera».

Sul week end in arrivo, sulla competitività che potrà esprimere Red Bull nella gara di casa, l’obiettivo è di confermare un arrivo sul podio. «Quest’anno abbiamo avuto un buon passo in generale, praticamente su tutti i tracciati. Nelle gare che abbiamo portato a termine il risultato peggiore è stato il quinto posto, siamo sempre arrivati vicini al podio quando non ci siamo saliti. La scorsa settimana alcuni danni (all’ala anteriore; ndr) ci sono costati almeno il podio, in generale siamo stati forti. Speriamo di poter ripetere il podio domenica.

Dal poco che posso capire di aerodinamica (da quando sono nel team ho imparato qualcosa), credo che le zone di DRS in più potranno minimizzare il nostro deficit. Non ci danneggerà soprattutto nel primo settore, nel secondo ci sono più curve. La competitività quest’anno potenzialmente potrebbe essere anche migliore rispetto allo scorso. Sulla carta il Red Bull Ring non è favorevole tanto quanto Budapest o Singapore. La vittoria non so se sia possibile, ma il podio potrebbe essere realistico».

L’operazione aggancio, su Mercedes e Ferrari, non può dirsi completamente realizzata. Manca la prestazione in qualifica, in primis. Sul passo gara la competitività della RB14 non si discute, che sia regolarmente la miglior macchina, invece, è ancora una valutazione legata alle diverse tipologie di circuito. Manca, in sintesi, la capacità di adattarsi a qualsiasi scenario vista sulla Ferrari SF71H, più ancora che sulla Mercedes.

Candidati al titolo? «La strada è ancora lunga, il team è stato aggressivo in termini di aggiornamenti, ne abbiamo bisogno ancora un paio per rosicchiare terreno, poi quando ottieni una vittoria torni in gara, dovessimo ottenerla in un week end negativo per gli altri, torneremmo in cima alla lista e tutti tornerebbero a parlare di noi per il mondiale».