La lunga corsa che porterà al Gran Premio degli USA è iniziata. Il week end del 19-21 ottobre è ancora distante ma a Austin iniziano a svelarsi i dettagli e il programma dell'evento. Sarà l’ultima edizione da solista, prima che dal 2019 arrivi la concorrenza di Miami, pronta con il suo circuito cittadino e un piano spalmato su 10 anni. Una sfida in più per il COTA? Eventi diversissimi, da un circuito permanente alla gara tutta glamour che si prospetta in Florida, Bobby Hepstein, promoter del Circuit of the Americas, è convinto possa esserci una convivenza - soprattutto se crescerà la base di tifosi interessati e intercettabili dalla Formula 1- , ancor meglio se in un calendario strutturato per distanziare le due gare.

L’idea di un Gran Premio degli USA a Austin da correre in back-to-back con il Canada è tra le soluzioni auspicate da Hepstein, uno slot in calendario nel mese di maggio la collocazione ideale secondo l'organizzatore. Altro scenario e altra concorrenza subirebbe, invece, con un trittico di gare Miami-Austin-Città del Messico, in ottobre. «Miami per i primi anni arriverà con le sue sfide, come ha fatto il Messico. C’è competizione per contendersi la base di tifosi della Formula 1. Sono eventi ed esperienze molto diverse tra loro, Miami sarà fantastica per gli scenari e per la TV», ha commentato Epstein a ESPN.

«Nel tempo abbiamo dovuto creare un’esperienza per i tifosi nell’arco di tutto il week end (il 20 e 21 ottobre si terranno i concerti di Bruno Mars e Britney Spears a margine del GP), Austin ha una certa esperienza e la città è grande abbastanza per offrire grandi attività fuori dalla pista e in pista, al tempo stesso piccola quanto serve per abbracciare la Formula 1 quando arriva. È un’esperienza diversa da Miami, entrambe possono coesistere con successo. Nel primi anni ci spingerà a migliorarci e sarà una pressione concreta».

Il contratto sottoscritto con Bernie Ecclestone impegna gli organizzatori fino al 2021, a circa 30 milioni di dollari l'anno. Condizioni che Austin intende ridiscutere, provare a definire un modello di business diverso, nel quale Liberty Media partecipa ai profitti dell'evento; revisione dei contratti che è la prassi quasi per ogni altro GP in calendario, a partire da Hockenheim prossima tappa del mondiale, senza dimenticare Silverstone – la cui clausola di uscita dopo l’edizione 2019 è stata attivata lo scorso anno per lavorare a un nuovo accordo -.

«Credo ci sia una comune attesa di proseguire. Lewis l’ha battezzata la sua pista preferita, è stata realizzata per la Formula 1.

Da entrambe le parti c’è sempre stata la visione di offrire un base stabile e duratura per la Formula 1 negli USA, sarebbe una delusione grandissima se non andasse avanti. I termini del contratto certamente saranno decisivi. Stiamo ancora facendo i conti con un contratto di Berne Ecclestone che ha le sue sfide e sfumature. Tanto il COTA che il management della Formula 1 stanno provando a risolvere alcune di queste sfide: la speranza di un cliente è sempre quella che il prezzo di un prodotto sia meno costoso col passare del tempo».