Quello che è stato "il secondo e mezzo" più divertente del GP di Germania - abbiamo ripreso le parole di Lewis Hamilton, sebbene lui abbia detto in realtà "il secondo e mezzo più confuso" - poteva però decidere la gara al pari dell'errore di Sebastian Vettel alla Sachskurve. È proprio l'uscita di pista del tedesco nel corso del 52° giro a scatenare la serie di eventi: esce la safety car per consentire il recupero in sicurezza della Ferrari numero 5, e ovviamente c'è chi pensa di approfittare del momento per cambiare i pneumatici.

Tra questi anche Hamilton, che era passato dalle soft del via alle ultrasoft alla fine del giro 42, richiamato al cambio gomme via radio dal suo ingegnere di pista con la consueta formula "Box, box, box!". Lewis però non è del tutto convinto: si trova ancora bene con queste gomme, nonostante la pioggia, ma soprattutto vede che Bottas sta rientrando anche lui in pitlane mentre Raikkonen resta in pista, e lo segnala subito con un rapido "Kimi staying out!" quando si pensava sarebbe rientrato anche lui (aveva le gomme soft dal 15esimo giro, e in effetti mancare questa possibilità di pit stop per farlo solo il giro dopo è stato un errore).

Allora, dato che la strategia "copriva" ovviamente il ferrarista, l'ingegnere cambia idea e lancia un "Stay out!" quando però Lewis è già indirizzato nella corsia di rientro in pitlane. Il pilota inglese così reagisce aggirando il birillo di delimitazione sulla destra, tagliando la linea di demarcazione della corsia di rientro ai box e riprendendo la pista passando sull'erba. Il tutto mentre l'ingegnere, accortosi della situazione della macchina già in "pit entry", passa a "Stay in! Ininininininin…". Non state a contare gli "in", sicuramente ne ha detto qualcuno in più di quelli scritti… Un team radio che ha fatto sorridere parecchi e che ha fatto poi dire a Hamilton non solo che questo era stato il suo secondo e mezzo più confuso di sempre, ma era come sentirsi dire "vai a sinistra e vai a destra" contemporaneamente.

Al di là dell'aspetto umoristico, però, alla fine è emerso pure quello regolamentare: la linea di demarcazione della corsia di ingresso verso la pitlane, infatti, non si può tagliare. I commissari se ne sono accorti, ma data la situazione generale un po' caotica per via della pioggia a sprazzi, hanno preferito rimandare la decisione al dopogara in modo da analizzare meglio le prove (anche televisive) e da dare a pilota e team la possibilità di spiegarsi. E crediamo ci sia stata anche qualche divergenza in merito: ecco perché Hamilton e un rappresentante del team sono stati convocati solo alle 18,15 in direzione gara, a GP concluso da un pezzo, con decisione finale alle 19,30.

A differenza di quanto stavano ipotizzando molti, la regola interessata non è quella relativa al "passaggio a destra del birillo" a inizio corsia (che può cambiare a seconda del GP ed è inserita nelle note di gara) dato che riguarda solo chi entra effettivamente in pitlane. Si è invece fatto correttamente riferimento all'articolo 4d contenuto nel Capitolo IV dell'Appendice L del Codice Sportivo Internazionale Fia. Questo dice testualmente: "Except in cases of force majeure (accepted as such by the Stewards), the crossing, in any direction, of the line separating the pit entry and the track by a car entering the pit lane is prohibited". Ovvero: "Eccetto casi di forza maggiore (riconosciuti tali dai Commissari) è proibito attraversare la linea che divide la corsia di ingresso e la pista, in qualsiasi direzione, da parte di una macchina che sta entrando in pit lane".

Vorremmo rimarcare il "che sta entrando": non è lo stesso di "che è entrata", per cui il fatto che il taglio sia servito a Hamilton proprio per non entrare in pitlane è ininfluente, e del resto che (almeno inizialmente) fosse indirizzato proprio verso i box non è in dubbio. Dunque la violazione c'è stata e ciò non è stato messo in discussione né dai commissari né da Mercedes. Dato che solitamente i giudici sono piuttosto severi con le violazioni di questo tipo - quante volte un pilota si è visto rovinare una gara per le penalità in pit entry, anche se non aveva causato alcun pericolo? - c'era dunque la possibilità di una sanzione in tempo per Lewis: fosse stata di 5 secondi, sarebbe passato 2° dietro a Bottas; se invece di 10 secondi, 4° alle spalle anche di Verstappen. Invece la sanzione finale è stata una semplice "reprimenda", per cui la classifica di gara è rimasta inalterata.

Da un lato è probabilmente giusto così, perché non sarebbe stato sportivamente bello togliere a Hamilton una vittoria conquistata sul campo per un "dettaglio". Da un altro punto di vista, però, la cosa lascia un po' perplessi soprattutto per le questionabili motivazioni espresse nel dispositivo finale del giudizio. Infatti a giustificare la sanzione "morbida" sono esplicitate tre precise attenuanti: 1, team e pilota hanno ammesso "candidamente" (testuale!) di aver fatto un errore e di essere stati in confusione; 2, la violazione è stata in regime di safety car; 3, non c'è stato pericolo per altri piloti.

Orbene, per chi è avvezzo ai regolamenti e al loro rispetto, tali giustificazioni sono più gravi della violazione in sé, per una ben precisa serie di motivi. Per esempio, da quando in qua ammettere l'errore e averlo commesso per sbaglio (o confusione) fa evitare la sanzione? Anche la svista di Vettel su Sainz nelle qualifiche austriache è rientrata in questa casistica, eppure non ha evitato a Seb una punizione (3 posti in griglia) assolutamente sproporzionata al fatto in sé.

Vorremmo inoltre sapere quali siano le norme che è possibile violare in regime di safety car (e da quando esista questa possibilità) anche quando non viene specificato dal regolamento. Vorremmo inoltre saperlo "prima" delle violazioni, e non "dopo", perché sennò è troppo facile pensare dipenda dal soggetto coinvolto (ops). Infine questa violazione all'articolo 4d non è consentita "a prescindere", cioè non riguarda il fatto di aver causato pericolo oppure no. Più o meno come succede per gli unsafe release con una ruota montata male: si punisce il fatto di aver determinato una situazione potenzialmente pericolosa, non se lo sia poi stata effettivamente.

Insomma, sebbene siamo favorevoli a una certa discrezionalità che dovrebbe permettere di adattare meglio le sanzioni a quelli che sono i fatti concreti avvenuti in pista, ancora una volta assistiamo a un improvviso e unilaterale "cambio di registro" dei commissari quando ad essere sotto giudizio (ammesso ci arrivino) sono determinati piloti. Da parte nostra possiamo solo dare un suggerimento a chi d'ora in poi verrà chiamato in direzione gara, specie se saranno Seb o Kimi: siate il più candidi possibile!