Era al lavoro per rimettere in piedi Fiat, Sergio Marchionne, quando a Maranello Jean Todt sedeva ancora al muretto box, poi, dal 2008, sulla poltrona di amministratore delegato. Quando nasce Fiat Chrysler Automobiles, Todt arriva alla presidenza della FIA, l’organo di governo della Formula 1. Dal presidente della Federazione non poteva mancare un ricordo del presidente della Ferrari: «E’ con grande tristezza che ho appreso che è tragicamente e inaspettatamente scomparso. Sergio ha fatto un lavoro colossale per l'industria automobilistica e gli sport motoristici di tutto il mondo».

FCA ha messo tutte le sue energie per riportare in cima la Scuderia Ferrari: era un uomo accattivante, onesto e coraggioso, un leader non convenzionale e visionario, era un eminente membro dell Strategi Group FIA e del FIA High-Level Panel for Road Safety: la sua morte è una perdita considerevole: a nome dell'intera comunità FIA, tutti i miei pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi amici e alle sue squadre del gruppo Ferrari e FCA».

Richiama quello Strategy Group nel quale Marchionne ha scandito chiara la posizione della Rossa sul futuro della Formula 1, in una comunione di visione con il gran capo di Daimler, Dieter Zetsche, che lo scorso week end, da Hockneheim, quando la criticità della situazione si delineava chiara, commentava: «Con Marchionne ho sempre avuto un ottimo rapporto di stima e di amicizia che va al di là delle realtà industriali. L'ho sempre reputato una grandissima persona. Abbiamo sempre lavorato di comune accordo, portando avanti insieme le nostre battaglie. Non so cosa succederà ora, perché bisognerà ricominciare da capo. Non ho dubbi che con il nuovo a.d. Camilleri avremo buoni rapporti come li abbiamo avuti in passato con Sergio. È chiaro, però, che con lui avevamo raggiunto determinati punti fermi sui quali operare in maniera congiunta. Questo non sarà più possibile. Il futuro è un grosso punto di domanda».

I ricorsi storici riportano alla mente, oggi, la scomparsa di Enzo Ferrari, nell’estate del 1988, trent’anni fa, in agosto. E Piero Ferrari, da allora vice presidente dell’azienda e componente del Cda, ha raccontato, all’agenzia Ansa, nel giorno della scomparsa di Marchionne: «Mi ha ricordato per molti versi mio padre: anche nei momenti in cui era più duro lasciava trasparire dietro quella facciata una grande umanità. Nella mia storia personale con l'azienda ho vissuto tanti momenti dolorosi, oggi purtroppo se ne aggiunge un altro con questa grave perdita. Sergio ha avuto sin dall'insediamento rispetto e riconoscenza per la Ferrari e per la sua storia».