Un tweet di Franz Tost per frenare l’annuncio McLaren: James Key nuovo direttore tecnico. Anche no, sentendo casa Toro Rosso. C’è un contratto in essere, a lunga scadenza, ha sottolineato il team principal della squadra faentina. L’accordo siglato un anno fa, appunto. La sensazione è che andranno discussi dettagli, compensazioni, probabilmente in un intreccio con il mercato piloti.

Quando potrà iniziare a lavorare in McLaren, James Key, non è ancora chiaro. Potrebbe essere prima del previsto, se il gardening si ridurrà a uno stop minimo. E Fernando Alonso lascia intuire che non è un’idea del tutto campata per aria: «Vedremo se potrà arrivare abbastanza presto per incidere già sulla macchina di quest’anno o sulla prossima.

Ovviamente penso che chiunque arrivi in McLaren e abbia l’esperienza e la formazione alle spalle di James è sempre il benvenuto». Alonso che, da Budapest, ha commentato anche la prospettiva della Formula 1 del futuro con ruote da 18 pollici e senza termocoperte, dal 2021: non sarà uno scenario che lo riguarderà, perché non ha in programma di essere in griglia fra tre anni.

L’ultimo gran premio prima della pausa estiva è un appuntamento cruciale per Stoffel Vandoorne, chiamato a dare un segnale, un’inversione di tendenza alla preoccupante involuzione subita quest’anno, senza i risultati attesi da un talento come il pilota belga. La monoposto non è certo d’aiuto, la differenza dalle prestazioni (e risultati) di Fernando Alonso, però, eccessiva. Il futuro è destinato a vederlo altrove che non con il team di Woking, stando alle ultime di mercato.

Il Gran Premio d’Ungheria lo affronterà con una MCL33 stravolta. Già nelle precedenti gare il team ha sostituito diverse parti per capire l’origine dei problemi di guidabilità della monoposto di Stoffel - confermando differenze di carico aerodinamico rispetto alla gemella guidata da Alonso -. Dalle prove libere odierne, Vandoorne sarà al volante di telaio diverso, già usato in precedenza: «Nelle ultime gare abbiamo iniziato a cambiare tanti pezzi e siamo arrivati al punto in cui abbiamo fatto quasi tutto il possibile, il telaio era tra gli ultimi elementi. Non è facile sostituirlo per il team quando hai delle gare back-to-back ma ce l’hanno fatta», ha spiegato Vandoorne, che attende adesso i riscontri della pista.