Forse ha ragione Sergio Perez quando critica la visione di un mondiale di Formula 1 di prima e di seconda classe. La palma di “Migliore degli altri”, che sia un arrivo subito dietro i tre top team in gara o un quarto posto nel Costruttori, non dovrebbe essere il metro di giudizio della bontà o meno di una stagione. Lo diventa per necessità, per differenze enormi di risorse e potenziale tecnico tra Ferrari-Mercedes-Red Bull e la schiera di scuderie a metà gruppo capitanata da un duo Renault-Haas che, se per punteggio premia la squadra di Abiteboul, per progetto ha visto la VF-18 generalmente più competitiva. Altra cosa, invece, è l'aver saputo massimizzare il capitale disponibile.

Dal Gran Premio del Belgio riparte la contesa per il quarto posto. E se in Renault i giochi di mercato sono fatti in vista della prossima stagione, con l’arrivo di Ricciardo accanto a Hulkenberg, in Haas il sedile di Grosjean è stato accostato a diversi piloti, da ultimo si vocifera della possibilità che sia Leclerc a compiere un ulteriore passo in avanti, se non dovesse concretizzarsi la promozione in Ferrari al posto di Raikkonen. E Leclerc potrebbe essere l’unica vera “minaccia” alla permanenza di Romain anche nel 2019.

Spa-Francorchamps è la ripartenza ideale per Haas. Un tracciato già lo scorso anno favorevole, sarà un’occasione da sfruttare per mettersi in pari con Renault, come lo sarà il week end di Monza. Guenther Steiner non ha dubbi sulla capacità del team di esprimersi ancora sui livelli mostrati nelle gare a ridosso dello stop: «Non vedo perché non dovremmo continuare a rendere come abbiamo fatto prima della pausa estiva. La cosa positiva è che tutti hanno potuto riposare, erano stanchi e adesso torniamo in azione rigenerati e speriamo di proseguire come prima.

Dobbiamo guadagnare i punti persi nella prima metà stagionale, è la nostra missione: ottenere i migliori risultati possibili a fine stagione». Recriminazioni sui troppi punti lasciati per strada, che avrebbero scritto tutta un’altra classifica nel mondiale Costruttori.

Steiner individua una soglia minima da raggiungere per vincere il “mondialino”: «Credo che la barriera dei 100 punti dovrebbe (e lo sarà) abbattuta, resta pur sempre un limite da agguantare e se vuoi concludere al quarto o quinto posto nel Costruttori devi abbatterla».

Renault introdurrà a Spa-Francorchamps un nuovo fondo scalinato, Haas ha delle novità in serbo, figlie di un piano di evoluzione della VF-18 già concluso e con i tecnici al lavoro sulla sfida del prossimo anno: «Il piano di sviluppo 2019 è chiaramente definito. Abbiamo iniziato un paio di settimane fa a lavorare sulla macchina del prossimo anno, non aveva senso proseguire lo sviluppo della 2018 perché se l’avessimo fatto, nel tempo necessario per realizzare i componenti, saremmo giunti a fine stagione. I guadagni dell’utilizzare pezzi nuovi solo in due o tre gare sono troppo piccoli, avremo altri pezzi in arrivo ma lo sviluppo della monoposto 2018 è concluso.

Le novità regolamentari 2019 non hanno impattato sul programma della monoposto per il prossimo anno. Forse abbiamo anticipato di un paio di sessioni la transizione, se avessimo avuto gli stessi regolamenti avremmo potuto sfruttare quanto appreso sulla monoposto di quest’anno e realizzare un’evoluzione per il prossimo. Il cambio di regole ti obbliga a un approccio più fresco, devi focalizzarti un po’ prima.

Avremo ancora alcuni aggiornamenti nelle prossime gare, non saranno grandi interventi ma li porteremo come faranno tutti gli altri team. Abbiamo imparato a produrre gli sviluppi, portarli in macchina e farli funzionare. È un passo in avanti che abbiamo centrato nel 2018 e non avevamo nel 2017».