Era appena lo scorso inverno quando in McLaren si escludeva la possibilità di qualsiasi programma di impiego nelle libere del venerdì per Lando Norris, neo-pilota di riserva. Simulatore, test rookie e focus totale sulla Formula 2, sarebbe stato il 2018 dell'inglese. Da allora, a Woking è cambiato molto e tanto ancora muterà in vista del 2019. Via Eric Boullier, via buona parte dei vertici tecnici responsabili della MCL33. Via, andrà anche Fernando Alonso, per scelta personale, alla ricerca di altre soddisfazioni e divertimento, lontano dall Formula 1. Una perdita enorme per il team che non ha saputo creare le condizioni minime necessarie alla caratura del personaggio e per il Circus.

Resta un sedile libero, accanto a Carlos Sainz. Diversi i nomi tirati in ballo, tra i quali c'è anche Norris. A Stoffel Vandoorne restano 9 gare per dimostrare di valere molto più di quanto non abbia dimostrato finora, in un confronto impietoso con i risultati ottenuti da Alonso. Il terzo nome accostato alla McLaren è quello di Esteban Ocon, improvvisamente a rischio permanenza in Formula 1 il prossimo anno visti gli sviluppi societari in Force India, con l’investimento di Lawrence Stroll preferito dal curatore della fase di amministrazione controllata nella quale era stato posto il team a fine luglio: a Lance andrà uno dei due volanti, alte possibilità di permanenza interessano Sergio Perez.

A partire da Spa-Francorchamps, Lando Norris verrà messo alla prova nelle libere 1 e nelle restanti 8 uscite Gil de Ferran ha aperto alla possibilità che il pilota inglese effettui ulteriori esperienze. In Belgio rileverà la macchina di Fernando Alonso.

«Il prossimo week end celebreremo una specialissima ricorrenza, il cinquantesimo anniversario dalla prima vittoria, con Bruce McLaren nel 1968. Sarà anche la prima volta che il nostro pilota di riserva Lando guiderà la MCL33 in un week end di gara, visto che prenderà parte alle FP1.

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Non fa solo parte del suo percorso di sviluppo ma anche di valutazione ed evoluzione delle prestazioni della macchina», ha commentato De Ferran. Norris ha guidato a lungo sia nei test dopo il Gran Premio di Barcellona, alternandosi tra MCL33 evoluta e la specifica di inizio anno, sia in quelli post-Ungheria. È quantomeno riduttivo, pertanto, legare l’apparizione di Norris a un semplice riscontro dei progressi tecnici. Un confronto diretto con Vandoorne, a parità di condizioni, rappresenta una chiave di lettura molto più utile in ottica futura.

«Adotteremo una visione strategica, di gara in gara, per capire dove potrebbe essere vantaggioso per noi averlo in macchina nei gran premi successivi», ha concluso il DS McLaren.

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