«Non era pioggia, non era asciutto, erano condizioni miste». Sebastian Vettel fotografa le condizioni che rovinano i piani Ferrari a Spa-Francorchamps. Condizioni diversissime dalla pioggia copiosa e costante di Budapest. Uguali nello scrivere un esito contrario a una SF71H in gran forma sull’asciutto, perfetta interprete sul veloce dei 7 chilometri di pista nelle Ardenne. Una scelta corretta per trovarsi un’arma d’attacco in gara. Si ritorce contro, invece, con gli scrosci d'acqua del sabato, che premiano il grandissimo interprete che è Hamilton sul bagnato e la scelta d’assetto Mercedes, più carica e competitiva nel settore centrale, tra la variante di Les Combes e la curva di Stavelot. Secchiate strategiche gettate da divinità che si divertono a mescolare le carte in tavola e lasciano Sebastian Vettel con in mano un punto di gran lunga inferiore a Lewis Hamilton.

Cede 4 decimi nel settore centrale, 3 in quello finale, dopo un T1 da pareggio perfetto tra i due, nell’ultimo giro di Q3: 33”2 il parziale di entrambi. Si è rivelata una qualifica difficile da gestire, nei tempi e nello sfruttare al meglio il potenziale della monoposto, con la ciliegina (amara) sulla torta di Esteban Ocon - altro brillantissimo protagonista della Q3 - davanti a disturbare la visibilità con l’acqua sollevata dalla Force India.

“Credo che sì, avrei potuto dare di più. Non abbiamo avuto un tempismo perfetto, in queste condizioni può succedere di tutto, ci prendiamo il secondo posto, avevamo il passo per la pole, in Q3 abbiamo visto condizioni diverse ma domani pensiamo di avere un gran passo per la gara”, spiega Sebastian al termine delle qualifiche.

“Quando piove all’improvviso, è un po’ difficile per il team gestire due macchine. Kimi si è precipitato per tornare in pista con le intermedie, ma guarda, adesso c’è il sole. Ho avuto del traffico, la pista si stava asciugando e volevo risparmiare le gomme, poi ho trovato Esteban d’aveati. Sapevo che il giro migliore poteva essere l’ultimo se la pista continuava ad asciugarsi ma forse non sono riuscito a mantenere tutta la calma necessaria in macchina. Il secondo posto non è male e tutto può accadere in gara”, prosegue.

Nell’analizzare una qualifica deludente per quel che era il potenziale Ferrari in Belgio, Vettel aggiunge un altro particolare, tecnico, ulteriore elemento per spiegare come mai nel settore finale abbia ceduto ben 3 decimi a Hamilton: "E’ stata una Q3 caotica e non grandiosa dal punto di vista della gestione. Sento che non abbiamo messo tutto insieme nel finale e avevamo esaurito la carica delle batterie. Non è stato un finale piacevole di una qualifica fino a quel punto grandiosa.

Il divertimento è tanto ma non premia quando sai che avresti potuto fare una po’ meglio", ha aggiunto in conferenza stampa.