Forse non sarà come rivivere Montecarlo ma Red Bull, il Gran Premio di Singapore, vuole correrlo da protagonista. Vicini a Ferrari e Mercedes, per mettere sale su una gara per definizione imprevedibile. Verstappen e Ricciardo potrebbero trasformarsi in mine vaganti in grado di sottrarre punti ai contendenti per il titolo. Deve sperarci, Sebastian Vettel, per accorciare un gap che appare enorme dopo l’errore di Monza.

In Ungheria le attese erano simili: Red Bull veloce, RB14 in grado di sfruttare le caratteristiche del circuito. Tutto un altro film, in realtà. Singapore sarà diversa? Riporterà la competitività al formato-Monaco? Ci spera, Daniel Ricciardo. La spirale di guai tecnici che lo hanno bersagliato dalla vittoria nel Principato ha del clamoroso. «La Ferrari ha migliorato da allora, anche noi l’abbiamo fatto ma non quanto loro. A Monaco avevamo un piccolo vantaggio ma a Singapore probabilmente non saremo competitivi quanto lo siamo stati a Monaco, direi che è la Ferrari a essere favorita. Speriamo sia un confronto abbastanza ravvicinato», prevede Daniel.

Cauto ottimismo, interpretato da Max Verstappen sotto forma di un possibile podio: «Tutto il team guarda a Singapore perché sappiamo di avere una concreta possibilità di fare un buon risultato. In passato è stata una gara a noi favorevole e penso dovremmo essere nelle condizioni di lottare per un podio quest’anno».

Gran parte delle chance passeranno dalla qualifica, dalla posizione in griglia. Un anno fa terzo dietro le Ferrari, bastarono poche centinaia di metri perché fosse tutto finito: per le Rosse e per Max. Gara estenuante sotto il profilo atletico, è un correre al limite delle 2 ore regolamentari a Marina Bay, 2 ore nella notte che possono riservare sorprese e opportunità: «Saremo certamente più vicini a Singapore e sono possibili tanti risultati con le Safety Car che entrano in gioco e lavorando sulla strategia. Forse sarà un po’ difficile puntare alla pole position perché gli altri hanno compiuto grossi passi in avanti con il motore e mi aspetto che valgano anche a Singapore, sui pochi rettilinei sui quali potranno fare la differenza». Il distacco limite per dirsi soddisfatti sabato prossimo? «Sarebbe un buon risultato essere a 3 o 4 decimi».

È il circuito con il maggior numero di curve di tutto il campionato, ospitato in condizioni atmosferiche durissime per l’elevato tasso di umidità. Singapore è una sfida unica, gran premio che ha riservato buone soddisfazioni a Daniel Ricciardo, che può vantare un curriculum di tre arrivi in seconda posizione negli ultimi tre anni: «Adesso è ora di vincerla, dannazione. Ho imparato ad amare la sfida di Singapore nel corso degli anni. Quando corsi per la prima volta nel 2011 fu una delle gare peggiori mai affrontate. Fisicamente fu così intensa, semplicemente sottovalutai quanto sarebbe stata dura e non stavo bene dopo la gara, mi diede sensazioni che non volevo mai più vivere in una macchina da corsa e promisi a me stesso che sarei arrivato a Singapore sempre con una preparazione superiore al necessario».