Il passaggio di consegne adesso è realtà. Charles Leclerc farà coppia con Sebastian Vettel in Ferrari nel 2019. Da Raikkonen al talento monegasco, coltivato in quella FDA che è progetto rivisto e potenziato sotto la gestione Arrivabene, come ha raccontato il team principal, intervistato in esclusiva da Autosprint, sul numero in edicola.

Leclerc fatto crescere in Ferrari dal 2016 e in grado di bruciare le tappe a suon di risultati, adesso il tempo è maturo per affiancare a Sebastian Vettel un giovane ambizioso, veloce e che ha dimostrato di imparare in fretta.

Titolo di GP3 nel 2016, il dominio in Formula 2 l’anno seguente, una presa di contatto con la Formula 1 tra giornate di test rookie per il Cavallino e chilometri spesi al volante della Haas, prima, della Sauber poi, fino ad arrivare alla promozione a titolare quest’anno in Alfa Romeo-Sauber. I risultati non sono mancati, 13 punti all’attivo, con un radicale cambio di ritmo e rendimento avuto a partire da Baku, frutto di un diverso adattamento alla Sauber, suo, del suo stile di guida, come ha raccontato lo stesso Charles: «Credo di preferire ancora una macchina sovrasterzante ma in Formula 1 lo è un po' meno di quanto non fosse nelle categorie minori. Non so da dove derivi ma mi sono sempre trovato più a mio agio con questo tipo di macchine.

Da Baku abbiamo modificato le cose e da allora è andata molto meglio. Quel che chiedevo dalla macchina non era corretto. Il mio approccio è sempre stato quello, in presenza di un problema, di un mio errore, di alzare la mano e dirlo, non mi crea problemi».

Gli errori, pochi, naturali per un ventenne proiettato in questa Formula 1. Soprattutto, però, una capacità di fare autocritica rarissima tra i 20 in griglia. Dovrà compiere un rapido salto di qualità, perché la vetrina e la pressione, in Ferrari, saranno massime.

C’era chi suggeriva altre scelte, confermare Raikkonen e far crescere, ancora, Leclerc, magari in Haas, magari in Alfa Romeo-Sauber. L’idea del presidente Sergio Marchionne è stata, invece, portata avanti dal nuovo assetto al vertice Ferrari, Louis Camilleri e John Elkann.

Leclerc, oggi, si annuncia come un compagno di squadra che Sebastian Vettel dovrà tenere d’occhio, pilota giusto per spingere Seb, mettere pressione e, il tedesco, dovrà anche lui crescere e superare i tanti, troppi, errori commessi quest’anno. Una sfida per un 5 volte iridato.

«I sogni si realizzano... Guiderò per la Scuderia Ferrari nel 2019. Sarò eternamente grato alla Scuderia Ferrari per l'opportunità che mi hanno dato. A Nicolas Todt per avermi supportato sin dal 2011. Alla mia famiglia. A una persona che non è più qui ma alla quale devo tutto ciò che mi sta accadendo, Papà. A Jules, grazie per tutte le cose che mi hai insegnato, non ti dimenticheremo mai, e a tutte le persone che mi hanno supportato e hanno creduto in me.

Lavorerà più duro che mai per non deludervi», le prime parole di Charles Leclerc, dopo l'ufficializzazione del passaggio in Ferrari da pilota titolare.

Leclerc, coni suoi 21 anni e 5 mesi al via da Melbourne, sarà il secondo pilota più giovane a guidare una Ferrari in Formula 1, solo Ricardo Rodriguez riuscì a far meglio, nel 1961, correndo per la Rossa a 19 anni e mezzo. Dietro Charles, i nomi di Jacky Icxk e Mike Hawthorn, in Ferrari ai 23 anni e 23 e 9 mesi rispettivamente.