I rendering hanno una caratteristica unica: riescono a far sognare. Talmente avanzati, avveniristici, di rottura con la realtà, proiettano in un futuro poi da realizzare, spesso con soluzioni di compromesso. E diversi rendering spuntano nel week end di Singapore, un’idea di quali forme dovrebbe avere la Formula 1 del 2021. Forme che più che mai diventano funzione, vista la categoria. E, direttamente, prestazioni, tipologia di gran premi. Liberty Media dovrà portare a frutto almeno una parte della rivoluzione della categoria che si è proposta di attuare due anni fa, all’arrivo sul ponte di comando.

Power unit, ripartizione dei proventi, contenimento dei costi, coinvolgimento del pubblico. Tantissima carne al fuoco inattuabile tutta d'un colpo. Sul coinvolgimento del pubblico ha puntato non poco Ross Brawn, nell’illustrare alcune proposte, concept per dirla con un formato da Salone dell’Auto.

Meglio partire da alcuni punti fermi, prima di lasciarsi trascinare forse un po’ troppo in là dalle accattivanti – e non a caso avvicinate al look da videogame – soluzioni per la Formula 1 del futuro. Dal 2021 entreranno in scena le ruote da 18 pollici. Il processo di selezione della FIA ha concluso la prima fase e oltre a Pirelli, in pole position, si vocifera ci sia un secondo marchio interessato.

Ruote da 18 pollici daranno una spinta netta al look delle monoposto ma è assolutamente prevedibile che si completi il quadro tecnico puntando a uno sviluppo “gestito” delle sospensioni. L’idea circolata nei mesi scorsi era di reintrodurre le sospensioni attive ma quale componente standardizzato, così da evitare costosi investimenti sullo sviluppo (e, direttamente, grandi margini di differenziazione delle prestazioni). «Siamo impegnati nell’introduzione delle ruote da 18 pollici in futuro, sono più belle esteticamente ma ci sono tante ragioni tecniche per le quali le vogliamo», ha spiegato Brawn. Cambierebbero completamente il profilo, avrebbero misure della spalla diverse, solo per richiamare due aspetti tecnici tra i più rilevanti e d'impatto sulla progettazione delle monoposto.

Ci sarà ancora un anno di tempo prima che si concluda il processo che porterà a definire le caratteristiche aerodinamiche (e le forme, di conseguenza) delle macchine 2021. «Quando abbiamo iniziato a pensare alla macchina del 2021 l’obiettivo primario era di far sì che le monoposto potessero correre bene insieme (seguire un’altra macchina in scia, correre in “aria disturbata”; ndr). Quel che abbiamo accertato nella primissima fase della nostra ricerca è che le macchine attuali si comportano molto male quando corrono una dietro l’altra.

Una volta che si trovano a un paio di macchine di distanza tra loro perdono il 50% del carico aerodinamico. È una significativa perdita di prestazione, così abbiamo iniziato a capire quali fossero i motivi e come poter migliorare: sono lieto di poter dire che siamo circa all’80% del lavoro». Il gruppo tecnico incaricato di sviluppare la nuova aerodinamica delle monoposto 2021 ha lavorato con macchine in scala, in galleria del vento, per analizzare l’impatto delle turbolenze sull’efficienza aerodinamica della macchina che segue, sperimentando i correttivi per limitare la perdita di carico (tra cui la parziale carenatura delle ruote posteriori, come intravista sui concept).

Talmente avveniristici questi ultimi, lasciano non pochi interrogativi sull'attuabilità delle soluzioni proposte per quella che è la Formula 1 che conosciamo. Tra i particolari suggeriti si spazia da carenature più ampie dei triangoli delle sospensioni a un fondo scalinato radicalmente diverso per forme e superficie rispetto all’attuale (che genera, ricordiamo, la gran parte del carico aerodinamico che permette alle monoposto di restare incollate al terreno). Il “Concept 2” si spinge molto oltre anche sulle configurazioni delle ali. Dal 2019 avremo una prima semplificazione. Le soluzioni immaginate in ottica 2021 stravolgono l'impianto aerodinamico delle monoposto, con il concept 3 che sa molto di “Batmobile”, una strada già percorsa dalla Formula E con la Gen2, accattivante sì ma con tutt’altre esigenze tecniche e tipologia di corse.

«Con il passare del tempo, un altro degli obiettivi primari era di realizzare macchine dall’aspetto fantastico. Vogliamo che siano più belle di quelle che si vedono in un videogioco, macchine che i ragazzi vorrebbero nel poster in camera. A ogni fase del processo di sviluppo della macchina, abbiamo avuto qualcuno, con il quale stiamo lavorando, per creare una rappresentazione grafica che ci desse la percezione di come sarebbe stata la macchina. Non è per controllare lo sviluppo, poiché è fondamentale che realizzi gli obiettivi, ma perché mai non dovremmo avere macchine bellissime mentre procediamo alla loro evoluzione? Vogliamo macchine che siano d’ispirazione, la Formula 1 è il vertice del motorsport e la macchina dovrebbe avere un aspetto sensazionale», prosegue Ross Brawn.

Il designer che ha prodotto gli accattivanti concept è l’italiano Antonio Paglia. E tra tutte le soluzioni svelate da Brawn, l’idea di partenza, il primo concept, appare quello più vicino alle attuali monoposto.

«Mentre i tecnici aerodinamici stavano sviluppando la macchina, i designer grafici partivano dal punto in cui si trovava la ricerca e hanno provato a catturarla in ogni sua fase. Il concept numero 2 è un po’ più estremo, una cosa che potete vedere sono le ruote più grandi.

Le gomme e le ruote sono le aree più sporche della macchina, generano un’enorme rottura del flusso d’aria. Stiamo iniziando a studiare dispositivi che possono stabilizzare il flusso quando arriva alla ruota, è un processo in fase di maturazione», spiega Brawn. Un modo per dire come ancora tante evoluzioni arriveranno prima di finalizzare il regolamento tecnico 2021, che svilupperà anche le forme dell’Halo, immaginato con una diversa pinna frontale.

«Vogliamo creare un ambiente che abbia la fila di persone desiderose di entrare in Formula 1. La cosa incoraggiante, quando Force India ha avuto problemi, è stata la presenza di una serie di pretendenti che volevano acquistarla. Se ricordate la Manor un paio di anni fa, non riuscì a vendere il team. Penso che la fiducia nella Formula 1 sia aumentata da allora, vogliamo assolutamente avere la fila di persone che vogliono entrare in Formula 1.

Sono stato coinvolto in una serie di iniziative dove la Formula 1 è un catalizzatore per cattuare l’interesse dei giovani nella tecnologia e sui temi della scienza, dell’ingegneria, della matematica. Siamo a corto di ingegneri per il futuro, se la Formula 1 crea la passione nei giovani per essere coinvolti sui temi scientifici, l’ingegneria, la tecnologia, è un modo fantastico di farlo. Vogliamo macchine che emozionino i giovani».