Che il circuito di Marina Bay fosse impegnativo non era certo una novità, e questo venerdì di prove non ha fatto altro che confermarlo. Qualche testacoda, molti "lunghi" ma soprattutto alcune "grattate" ai muretti in uscita di curva hanno animato entrambe le sessioni, con due esagerazioni in particolare: una di Charles Leclerc che taglia troppo la "piega" prima di curva 15 al mattino, aprendo la sospensione anteriore destra; poi di Sebastian Vettel al pomeriggio, nel corso della simulazione di qualifica, che gli fa concludere la sessione ai box per una serie di danni secondari tutti riparabili che causano anche perdite di liquidi (olio freni).

Dunque il carico di lavoro della Ferrari è finito sulle spalle di Kimi Raikkonen che non solo ottiene il miglior crono in 1'38"699, ma risulta rapido anche nei long run. È in situazioni come queste che si apprezza appieno il vantaggio di avere due piloti bravi, esperti e veloci in squadra, ma non solo perché Vettel si è fermato. Fino a quel momento, infatti, si stavano portando avanti prove incrociate di messa a punto, tanto che è stato evidente come in quel momento la monoposto di Seb fosse sensibilmente meno stabile di quella di Kimi. Il tedesco (9° per il tempo precedente con gomme più dure) ha comunque cercato il limite come è normale in una simulazione di qualifica, e purtroppo c'è scappata la toccata al muretto. Più che l'errore in sé (comunque gran parte del giro è stata effettuata, per avere dati) vedremo se la mancanza di long run da parte di Vettel si farà sentire, in termini di messa a punto nel corso del weekend.

Del resto anche Lewis Hamilton, sempre veloce e "staccato" (si fa per dire) di soli 11 millesimi da Raikkonen, ha qualcosa da recriminare. Nello specifico, nel cercare anche lui il limite (in staccata soprattutto) ha spiattellato due dei quattro set di ultrasoft a disposizione – una volta rischiando pure di travolgere Vettel a ruote bloccate – e così anche lui ha concluso anticipatamente la seconda sessione dopo i long run sulle hypersoft. Questo per avere gomme anche per sabato e domenica, visto che secondo la Pirelli si userà sicuramente un set di ultrasoft in gara. Valtteri Bottas invece ha corso meno rischi e si trova di poco alle spalle delle Red Bull, con il 5° tempo.

Le Red Bull si sono messe in luce in modo alterno, con entrambi i piloti: nella lista dei giri veloci Max Verstappen figura 3° a 0"522 dal vertice, mentre Daniel Ricciardo è 4° a soli 88 ms dal compagno di squadra. Ma soprattutto sono riuscite a scendere sotto 1'45" nei long run (anche Raikkonen) facendo ben sperare nella gara. Fermo restando che, pur se indubbiamente le capacità di deportanza della RB14 aiutano su questo tracciato, tale situazione andrà confermata nel resto del weekend.

Per quanto riguarda gli inseguitori, sempre tra i primi la Renault con entrambi i piloti, anche se alla fine nella lista cronometrica svetta Carlos Sainz con il 6° tempo mentre Nico Hulkenberg si accontenta (…) del 10° staccato dallo spagnolo di 4 decimi. Tra i due si mettono in evidenza Romain Grosjean e Fernando Alonso, ben più avanti dei rispettivi team-mate. Appena fuori dalla top ten le Force India, con Sergio Perez 11° ed Esteban Ocon 13°. Nei 96 ms che separano i due si è inserito Marcus Ericsson, in questa occasione riuscito a sopravanzare Charles Leclerc (14°) di 2 decimi e mezzo.

Dietro a Kevin Magnussen e Stoffel Vandoorne che seguono, troviamo nelle ultime due file virtuali le Toro Rosso e le Williams: per il team di Faenza si tratta di far quadrare meglio l'utilizzo in simulazione di qualifica, perché in altre condizioni è andata meglio sia a Brendon Hartley che a Pierre Gasly. Mentre per il team di Grove i 3 secondi e mezzo che Lance Stroll e Sergey Sirotkin pagano come ritardo sono "più reali", veramente tutti da recuperare, sebbene sempre meglio dei 4 secondi abbondanti che avevano nelle prime prove libere.