Quello che per la quinta volta ospita il Gran Premio della Russia di Formula 1, è un tracciato di 5.848 metri che come noto è stato ricavato tra le stradine di collegamento tra le varie strutture che nel 2014 avevano ospitato i Giochi Olimpici Invernali a una trentina di km da Sochi. Da questo punto di vista non è tuttavia una novità: anche a Montreal e Barcellona si è partiti da situazioni similari, in passato.

Parlando del tracciato in sé, oltre all'iconica lunghissima curva 3 che si percorre "in pieno" in condizioni ideali (quindi: non sempre), è caratterizzato da curve "secche" da media velocità alternate ad allunghi considerevoli, in particolare quello del via fino a curva 2 e quello dalla curva 10 alla 13 (su entrambi si può azionare il DRS). Ciò richiede soluzioni di compromesso per l'impostazione aerodinamica, per non sacrificare troppo le velocità di punta ed esporsi così a sorpassi.

L'allungo del via fa sì che anche in partenza sia possibile sfruttare la scia, come ha ben dimostrato Bottas lo scorso anno. Il primo giro risulta molto importante anche perché, statisticamente, la metà circa dei ritiri in gara è avvenuta proprio nelle fasi iniziali, in seguito a incidenti. Il fondo liscio determina un basso degrado (e ciò non dovrebbe cambiare sebbene sia stato riasfaltato in curve 1 e 8) ma vedremo se anche quest'anno sarà vincente la strategia su una sola sosta, con la Pirelli che ha portato le stesse mescole di Singapore, vale a dire soft, ultrasoft e hypersoft.