Sochi e solo Sochi. Poi Suzuka, Austin, Città del Messico, Interlagos, Abu Dhabi. Più che sei finali sono sei tempi supplementari con Silver Gol che rischia presto di diventare Golden Gol. Stop agli errori e al subire il cannoniere numero 44. Serve mettere in atto una rimonta che avrebbe dovuto, oggi, vedere Sebastian Vettel non nella posizione di inseguitore con 40 punti di ritardo ma a un’incollatura da Hamilton se non davanti, dopo la goduria velocistica di Spa. Le previsioni sulla carta si sono infrante sugli errori monzesi del primo giro e una Singapore semplicemente non corsa all’altezza del compito. Fa -40, appunto. Gelo siberiano che il tepore sul Mar Nero dovrà provare a rendere meno insostenibile.

E Vettel, nel giovedì del Gran Premio di Russia, focalizza per tappe singole l’impresa difficilissima di restare nel match iridato: «Dalla posizione nella quale siamo -  alcuni punti dietro - c'è la necessità di recuperare. il miglior modo per farlo è finire davanti, idealmente davanti a tutti, è quel che proviamo a fare di solito e il piano non cambia.

A questo punto proviamo a dare tutto quel che abbiamo e credo ci sia ancora una possibilità di vittoria. Tutto può accadere, ci sono state gare che avremmo dovuto vincere in passato e non abbiamo vinto e viceversa. Non punto a vincere tutte le sei gare, anzitutto punto a vincere qui, poi una volta che sarà fatto passeremo alla prossima, e la prossima ancora, non ha molto senso guardare a 5 o 6 gare davanti».

C’è la pressione di dover battere un avversario di pari livello tecnico, non c’è il margine di vantaggio netto che ti mette al riparo dal dover ricorrere all’azzardo: strategico, di guida. Al tempo stesso è impensabile poter rischiare un ritiro. Sarà un uno-contro-uno, i “secondi” si spera più che mai “dentro”, anziché “fuori”, per provare ad alterare un risultato domenicale da Hamilton-Vettel o Vettel-Hamilton, in cima alla classific, che sposterebbe molto più lentamente gli equilibri, dalla prospettiva di Sebastian.

Mancherà Red Bull, sarà dispersa a metà gruppo per le penalità da cambio della power unit, a cercare un recupero nelle corde di Verstappen e Ricciardo. E Vettel è consapevole di non poter rischiare uno zero, ancora, al termine del Gran Premio di Russia: «Credo che dalla posizione nella quale ci troviamo un ritiro è qualcosa che non deve accadere, se dovesse verificarsi per gli altri potrebbe aiutare ma non è il modo in cui guardiamo al lungo periodo e non guardiamo alle gare che restano aspettando che accada qualcosa. Ti aspetti che gli altri siano nella loro forma migliore, noi ci aspettiamo di fare del nostro meglio per batterli.

L’anno scorso eravamo in prima fila ma senza un gran divario su Bottas che era terzo, non c’era nemmeno 1 decimo. La macchina è diversa quest’anno, l’anno scorso probabilmente fu una sorpresa trovarci così competitivi su questa pista, oggi ci aspettiamo di essere competitivi ma, detto ciò, credo si debbano prendere in considerazione le ultime gare, nelle quali abbiamo faticato ad avere passo e non abbiamo messo tutto insieme in gara, per diversi motivi.

Non dovremo farci distrarre dai risultati ma concentrarci sul lavoro che va fatto e affrontare ogni sessione singolarmente, poi vedremo dove finiremo».