Se da un lato c'erano pochi dubbi sulla superiorità a Suzuka delle Mercedes, dall'altro Valtteri Bottas ha provato a mettere un po' d'incertezza su quale dei due piloti del team di Brackley e Brixworth sarebbe riuscito a staccare la pole position. Questo non solo perché reduce dalle qualifiche vincenti di Sochi, ma anche perché riuscito a fare un crono migliore di Lewis Hamilton in Q2 per 3 centesimi, primo a scendere sotto 1'28", peraltro con le gomme soft con cui prenderà il via in gara.

Eppure fino alle ultime prove libere, Valtteri non era troppo fiducioso: «Oggi le nostre vetture sono state veloci come è successo in tutto il il weekend, ed è stato divertente guidare in qualifica. Però avevo faticato molto nelle prove libere del mattino, la macchina non era per nulla stabile e stavo faticando a trovare confidenza. Ma poi nelle qualifiche è migliorata e soprattutto in Q2 è stata abbastanza buona».

Questo però non è stato sufficiente a togliere la pole a Hamilton: «In Q3 tutte le possibilità si sono ridotte a un giro, e in quello ho perso qualcosa nel secondo e nel terzo settore. Per cui posso solo congratularmi con Lewis per la sua 80ª pole position: è un gran numero e lui merita molto rispetto per questo».

Nel momento in cui la squadra Ferrari ha operato in modo un po' caotico, Valtteri ha parole di elogio anche per il proprio team di meccanici e ingegneri, puntualizzando: «Oggi tutti nel nostro team dovrebbero essere davvero orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto, della vettura che abbiamo e di come ha funzionato la squadra: ogni singola decisione era giusta e tutti sono stati calmi nell'operare».

Questo fattore della calma contrapposta alle situazioni stressanti affrontate in pista, con la pioggia che andava e tornava, viene ribadito ulteriormente: «Potrebbe essere sembrata una sessione frenetica dall'esterno, ma all'interno del team tutto era così calmo: abbiamo semplicemente seguito il nostro piano e fatto le giuste scelte, che alla fine hanno prodotto questo risultato», ovvero la prima fila, con gli avversari diretti più staccati del solito.