C’è un team che rincorre, col fiato corto, avversari più attrezzati. Un team e un motorista che, per ammissione degli stessi piloti, non ha prodotto l’evoluzione sulla power unit necessaria per reggere il passo degli sviluppi introdotti da Mercedes e Ferrari. In casa Renault, Cyril Abiteboul giustifica i progressi a rilento con la visione più ampia del team.

Nel frattempo, però, si ritrova un team Haas potenzialmente davanti nel Costruttori, dovesse la FIA riconoscere le ragioni della squadra statunitense nel ricorso contro l’esclusione decisa dai commissari a Monza per l’irregolarità del disegno del T-tray. E senza una Force India costretta a ripartire da zero, in Belgio, la matematica vedrebbe un terzo incomodo in lotta.

Oggi più che mai, alla luce della crescita prodotta da Honda con l’ultima specifica di power unit - Masashi Yamamoto si è detto soddisfatto dei progressi ottenuti sul fronte termico e gli interventi in camera di combustione -, sebbene schierata a Suzuka con parametri di funzionamento non ancora allineati ai valori che vorrebbe il motorista, la scelta Red Bull di legarsi a Honda sembra azzeccata. E Christian Horner, dalla posizione di vantaggio, di chi ha accesso ai dati di entrambi i motoristi, si mostra più che mai ottimista.

“Siamo rimasti davvero colpiti dai progressi che sta facendo Honda quest’anno. Ovviamente stiamo lavorando a stretto contatto sull’integrazione del motore sulla RB15 del prossimo anno e devo dire che la comunicazione è stata eccellente da entrambe le parti”, ha commentato in Giappone.

Sarà un passaggio a una diversa filosofia progettuale, dalla power unit Renault a quella Honda, per la diversa configurazione di turbina, compressore e MGU-H, dallo scorso anno allineata alle scelte Mercedes, con il recupero d’energia posto all’interno alla V e tra turbo e compressore. Le prove al banco con la trasmissione Red Bull 2019 sono già realtà da tempo, chilometri che dovranno trasformarsi nella più alta affidabilità possibile prima di installare il motore in macchina, a fine febbraio in preparazione dei primi test.

Siamo impressionati dall’impegno, gli sforzi, il desiderio e la determinazione che ha Honda nell’arrivare al successo. È chiaro che sono stati fatti dei buoni progressi e questo ci incoraggia. Il nostro obiettivo non è guardare alla posizione nella quale siamo oggi, guardiamo alla posizione di leader ed è lo stesso risultato al quale punta Honda. Il motore è un elemento chiave e hai bisogno che tutti i componenti offrano la massima prestazione per vincere in Formula 1. Aspettiamo davvero con ansia il 2019 e l’avvio del rapporto con Honda”, aggiunge Horner.

Sterzi a parte: La Ferrari deve imparare a convivere col problema Vettel

Iniziare il prossimo campionato con un motore perlomeno sui livelli del Renault sarebbe già un gran colpo per Red Bull, alla luce anche degli investimenti garantiti dai giapponesi. Avvicinare e sfidare Ferrari e Mercedes, quella resta una storia ancora tutta da scrivere.