Otto punti da difendere, quattro gare e un ricorso da affrontare prima di strappare il platonico simbolo di “primo degli altri”. Non sarà semplice per Renault resistere all’assalto del team Haas su tre piste veloci come saranno Austin, Città del Messico e Interlagos. A Enstone c’è ancora tanta strada da fare per guadagnare un posto tra i grandi, necessaria ambizione di un costruttore in Formula 1. E Marcin Budkowski racconta come sarà una rincorsa su ogni fronte, dal telaio al motore, fino all’organico. Il direttore esecutivo, ex uomo-FIA, traccia la rotta da seguire sul numero di Autosprint in edicola.

Guarda al futuro, al 2019 ma soprattutto al 2021. Nelle prossime due settimane, invece, si deciderà di fatto la battaglia per il quarto posto, tra i punti in palio a Austin e in Messico, più la “gara fuori calendario” che sarà l’appello dell’1 novembre, discusso in Federazione e relativo all’esclusione della Haas di Romain Grosjean dalla top ten di Monza, per l’irregolarità del profilo del T-Tray, segnalata proprio da Renault. Punti pesanti che potrebbero tornare in possesso del team statunitense e scrivere una nuova classifica dietro i primi tre, a due gare dal termine.

Con un Nico Hulkenberg in serie nera, appena 1 punto conquistato tra Ungheria e Giappone – a fronte di 2 ritiri – la resistenza gialla è passata dai punti conquistati da Sainz, sebbene sempre ai margini della top ten.

“Dopo aver ottenuto un punto in Giappone ho buone speranze per Austin. La pista dovrebbe essere più adatta alla nostra macchina di quanto non lo sia stata Suzuka, perciò restiamo positivi. Dobbiamo continuare a lottare, sappiamo che la seconda metà del campionato è stata difficile per tutti quanti nel team, ma ha rivelato la grande energia che abbiamo”, racconta il pilota spagnolo, proprio un anno fa al debutto sulla Renault, provenienza Toro Rosso. Dodici mesi dopo ha già un altro futuro ad attenderlo, il biennale in McLaren.

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Sarà un bilancio positivo, ad Abu Dhabi, dovesse arrivare il quarto posto nel mondiale. Con la consapevolezza di non aver messo in pista la quarta macchina più veloce del lotto e che, senza le vicissitudini societarie, Force India avrebbe detto la propria e regolato probabilmente sia Renault che Haas. “Anche se non abbiamo tutto il passo che vorremmo, continuiamo a ottenere punti, dovremo proseguire così e continuare a lottare e spingere. Possiamo centrare i nostri obiettivi”, aggiunge Sainz, aspettando Austin.

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