Più dati accessibili al pubblico, meno ai team. È l’equilibrio che dovrebbe inseguire la “nuova” Formula 1. Idee, per coinvolgere in modo nuovo un tifoso diverso dall’appassionato-tipo. “Il coinvolgimento dei tifosi e tutto l'aspetto tecnologico sono aree affascinanti, che si muovono rapidamente e sono perfettamente allineate con quello che stiamo facendo in Formula 1 e la direzione che siamo intraprendendo. 

Immaginate di essere seduti e guardare una gara, e chiedere al vostro assistente personale ‘Come si comportano le temperature delle gomme su queste due macchine?’ e avere la risposta. Questo rappresenterebbe un livello superiore di coinvolgimento per un tifoso”, ha commentato Ross Brawn.

L’interattività televisiva, attingere alla miriade di dati – custoditi gelosamente dai team – per offrire qualcosa di diverso, che si integri con gli assistenti personali domestici realizzati da Amazon, Google, Apple. Brawn, ha approfondito il tema: “Pensate di poter chiedere ‘Qual è il battito cardiaco di questi due piloti in lotta?’ Ed ecco saltare fuori il dato. Sarà questa la prossima fase del coinvolgimento del tifoso in Formula 1. Poter scegliere il tuo profilo e mescolare quello che vuoi vedere, modificarlo e dare l’esatta forma che vuoi. Vogliamo vedere dove ci porterà tutto ciò”, ha commentato all’agenzia Reuters.

Aspetti affascinanti, legati all’intrattenimento, contorno rispetto alla sostenza, allo spettacolo in pista. Tanti “potremmo” che dovranno concretizzarsi. Progetti che, negli ultimi 12 mesi, hanno registrato la sperimentazione di un miglioramento del sound trasmesso in tv, proprio un anno fa a Austin le prime (deludenti) prove, fino al servizio on demand di streaming online (non senza grandi difficoltà tecniche al debutto) dei week end di gara, differenziato in funzione dei mercati e degli accordi di esclusiva tv.

Dati che, sull’altro fronte, delle squadre, e di segno contrario – limitati – hanno contribuito allo spettacolo in gara a Austin. “I primi tre hanno adottato diverse strategie di gomme, per scelta nel caso di Raikkonen e Hamilton, per necessità nel caso di Verstappen, che partiva in penultima fila. È qualcosa di insolito in Formula 1, dove il livello di sofisticazione su strategie e simulazioni è tale che non si registra di solito tale variazione, sopratutto quando interessa tre top team.

Sono scelte dovute probabilmente al fatto che nessuno ha potuto girare con gomme da asciutto al venerdì. Questo ha fatto sì che i team avessero meno dati del solito sui quali basare i propri piani di gara, così è aumentato il margine d’errore”, ha commentato Ross Brawn.

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“Quindi, meno dati restituiscono uno spettacolo migliore? È senza dubbio uno spettacolo più incerto, perciò un altro tema di discussione quando si guarda ai modi per rendere il nostro sport ancora più avvincente, dal primo all’ultimo giro, com’è stato domenica a Austin”.

Limitare le possibilità di prova in pista, ridurre il numero di sessioni di prove libere al venerdì, è un’idea più volte discussa nel progetto di cambiamento della Formula 1. Che senza stringenti vincoli alle possibilità di simulazione e un ferreo controllo dei costi su tale fronte si risolverebbe solo in un ulteriore fattore di differenziazione, a vantaggio dei team con maggiori risorse da investire al simulatore.

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