Lewis Hamilton Cinque Stelle entra nella leggenda, raggiunge Manuel Fangio e punta dritto verso nuove avventure: le settebellezze iridate di Michael Schumacher. Sudando e sbuffando in uno dei weekend più difficili della stagione per le Mercedes, LH44 artiglia un titolo già messo in ghiaccio da un bel po’ e chiude i giochi anche con l’ausilio dell’aritmetica. Come lo scorso anno in Messico vince Max Verstappen, ad Hammer è sufficiente il 4° posto e con ancora due Gp da disputare il Mondiale Piloti 2018 va in archivio. Fine delle discussioni e (forse per ora) pure delle crocifissioni del suo rivale Sebastian Vettel che in Messico è tornato sul podio assieme a Kimi Raikkonen. Di che cosa inneschi la quinta meraviglia di Hamilton leggerete nelle pagine seguenti. No, non è un banale 5 quello firmato, vidimato e bollato da Lewis ma una chiara linea di demarcazione tracciata da un pilota che sta contrassegnando un’epoca a suon di record tanto da riscrivere la storia e entrare nella leggenda.

Una leggenda al cui attico abita già da tempo Sebastien Loeb, capace di tornare a vincere una gara in quel Mondiale che ha vinto per 9 volte, a cinque anni dall’ultimo trionfo iridato e dalla decisione di spegnere le sue luminose insegne nel Luna Park del traverso. A quasi 45 anni l’ex ginnasta alsaziano, divenuto il più vincente di tutti nel giro iridato dei rally, firma un’impresa incredibile, riporta alla vittoria dopo 12 mesi di attesa Mamma-Citroen e si piazza completamente di traverso in un Rally Catalunya dal quale Sebastien Ogier esce col secondo posto e di nuovo la leadership iridata. L’uomo che dal 2004 al 2012 ha messo in fila nove titoli iridati consecutivi è tornato a fare la cosa che gli riesce meglio e che adesso potrebbe cambiare i suoi piani futuri, visto che sta trattando con Malcolm Wilson per tornare a correre (5/6 gare) del prossimo campionato del mondo al volante di una Ford Fiesta.

E a proposito di Mondiale Rally: da applausi la conquista del titolo Wrc3 da parte di Enrico Brazzoli e Luca Beltrame con la Peugeot 208 R2 della Vieffe Corse. «Un successo di tutto il movimento realistico italiano», ha spiegato il 53enne assicuratore cuneese col vizio del controsterzo. Dalla Formula Uno fino ai campionati minori è stata una domenica di verdetti: primo fra tutti la vittoria dei Roda padre e figlio nel Gte dell’Elms. E la parola fine è stata messa anche sui campionati tricolori con il Mugello a fare da teatro a verdetti importanti. A iniziare dalla vittoria di Enzino Fittipaldi nella Formula 4 tricolore dopo uno straordinario testa a testa con Lorandi; dalla vittoria di Matteo Pollini nel tricolore prototipi, fino al successo Lamborghini nell’italiano Gt firmata da Zampieri e Giacomo Altoé, alla prima stagione nella categoria e 18 anni compiuti appena tre settimane fa: è il più giovane vincitore nella storia del Tricolore riservato alle Gran Turismo.