Ruoli e parti da svolgere dettano anche le opinioni, come quella di Ross Brawn sul comportamento di Max Verstappen nel dopogara del Gran Premio del Brasile. È sbagliato, non si fa, lede l’immagine dello sport. Tutto corretto, mica puoi arrivare alle mani così, sei un modello di comportamento quando vai in mondovisione.

“Max ha sfogato la sua rabbia in parco chiuso, arrivando al contatto fisico con Ocon. Non è stato un episodio edificante da vedere e, sebbene comprensibile, non è ovviamente giustificabile. L’incidente è stato un momento crudele ma dopo Max ha dimostrato di non essere ancora in grado di gestire le proprie emozioni in queste situazioni, un passo essenziale, per lui che ha compiuto enormi progressi nel corso della sua carriera”, commenta Ross Brawn.

Per certi versi viene da dire “che fortuna”, sprazzi di comportamenti umani in un mondo, quello della Formula 1, ingessato. Viva il fattore umano del Verstappen depredato della vittoria. Ross Brawn, aggiunge: “Non dobbiamo dimenticare come sia ancora molto giovane e, sebbene la sua condotta non sia giustificabile possiamo capire tutti la frustrazione che ha vissuto dopo l’incidente e, ancora, a fine gara, il cui esito non dovrebbe cancellare quella che è stata una prestazione incredibile dell’olandese”.

Brawn che boccia anche Ocon, “non c’era motivo, sebbene avesse il diritto di sdoppiarsi, di battagliare con Verstappen come se stesse lottando per ottenere la prima vittoria. Ha meritato i 10” di stop & go e non credo che Ocon stesse semplicemente pensando di provare a entrare nei punti, credo sia stato più il caso di farsi prendere dal momento e non pensare abbastanza. Forse, lottando alla morte con il leader della gara non è il migliore dei piani, anche quando quel pilota è lo stesso col quale hai avuto battaglie accese nelle formule minori”.

Formula 1 Brasile: tutto sull'incidente tra Verstappen e Ocon

Analisi tutte successive al momento, che tralasciano il vissuto in prima persona a caldo. A 30 anni di distanza ancora si ripropone il match Piquet-Salazar di Hockenheim, roba da meritare l'oscuramento perpetuo dagli schermi se rapportato alla stigmatizzazione degli spintoni rifilati da Verstappen a Ocon. 

Passato tra Verstappen e Ocon che richiama anche Christian Horner: “Non giustifichiamo in alcun modo la violenza ma dovete capire che si vivono emozioni alle stelle e tra i due piloti che un lungo trascorso che risale ai tempi del karting. Non sai mai quali parole si siano scambiati o come Max sia stato affrontato, dovete capire che quel doppiato a scippato la vittoria. I piloti non sono dei robot e non dovrebbero esserlo, uno può capire le emozioni nella foga del momento.

C’è una reazione umana, ovviamente, in questi animali competitivit che sono i piloti di Formula 1. Ocon era doppiato, nemmeno a punti e stava gareggiando contro il leader della corsa: non dovresti nemmeno sognare di lottare con il leader lì”.