Il percorso è iniziato un anno e mezzo fa. Da Renault a Renault, dall’ultima scuderia per la quale corse Kubica in Formula 1 prima dell’incidente, al test di Valencia per verificare, al volante, le proprie condizioni. E la convinzione, da subito, che a un rientro in Formula 1, si potesse lavorare. Tappe, affrontate da Robert Kubica, di un personalissimo Giro, lui che è grande appassionato e praticante ciclista. Ha costruito il rientro da passista-scalatore. Test su test, fino a prendere contatto con le nuove monoposto 2017, i mostri di potenza e carico aerodinamico, molto più fisiche da guidare. Ancora con Renault, a Budapest, nell’agosto di un anno fa. 

Quella Renault che non si convinse a dare una chance a Robert, così come Williams preferì puntare su Sergei Sirotkin, che ha svolto un onesto lavoro per quello che era il potenziale della monoposto. Lascia, il supporto SMP Racing si dice non avrebbe garantito la stessa copertura assicurata per il 2018 (15 milioni di euro, secondo i rumours). E sbatte la porta il gran capo Boris Rotemberg: “Abbiamo deciso di lasciare la Formula 1 e il progetto condiviso con Williams. Siamo stati negativamente sorpresi dal livello delle prestazioni del team a inizio stagione e il ritmo di sviluppo non si è dimostrato essere sufficientemente alto”.

Si apre una nuova fase del percorso iniziato da Kubica, adesso a parlare sarà la pista e il cronometro, senza i filtri delle prove libere – nelle quali ha, peraltro, spesso girato più forte di Stroll e Sirotkin –. “Nel 2019 partiremo tutti da zero, non ho paura d’essere rimasto lontano per 8 anni”, racconta Kubica ad Abu Dhabi.

Gli scettici hanno sempre messo in dubbio la capacità di guidare una monoposto di Formula 1 con le limitazioni conseguenti all’incidente del 2011, nel quale ha riportato gravi ferite al braccio destro. La serietà e professionalità del pilota polacco, però, sono sufficienti a sgombrare il campo da ogni illazione: tornare in pista senza essere in grado di esprimersi al meglio? Perché mai? Torna perché è in grado di essere Robert Kubica.

E il diretto interessato ribadisce il concetto, con un appuntamento che sarà già martedì e mercoledì in pista ad Abu Dhabi, accanto a George Russell, dopo l’uscita nelle prove libere 1 domani: “Dal punto di vita umano capisco che è una storia nella quale probabilmente nessuno ha creduto. Probabilmente sono stato l’unico che non ha mai mollato, insieme a chi mi è stato intorno.

Dal punto di vista della guida dovrete aspettare solo pochi mesi e vedrete. Se non fossi in grado di guidare in modo abbastanza competitivo non sarei qui.

La Williams ha visto quest’anno e io l’ho visto negli ultimi 16 o 18 mesi - da quando ho guidato per la prima volta una Formula 1 a Valencia, l’anno scorso - che posso farcela grazie al lavoro. Le mie limitazioni non mi condizionano come tante persone stanno pensando