Che sia un cantiere aperto, una struttura in via di rafforzamento, Renault non l’ha mai negato. Dal rientro in prima persona in Formula 1 si sono prodotti investimenti per rafforzare i reparti tecnici a Enstone, aggiornare e potenziare la struttura e metterla al passo con le esigenze di un costruttore che, in Formula 1, ha ambizioni di successo. Quando? La logica vuole che non sia possibile realisticamente colmare il divario dai primi tre team e lottare per vincere prima della nuova fase regolamentare in arrivo nel 2021.

In questo scenario, le critiche continue mosse da Red Bull all’ex partner motorista risultano un accanimento forse ingeneroso. Mesi trascorsi a dire quanto sarà diversa la storia con Honda, il supporto di un motorista di fatto in esclusiva, i progressi letti nei test al banco. Christian Horner è ancora più specifico nel commentare la realtà Renault, conosciuta da team cliente: “Ho una totale ammirazione nei confronti dei ragazzi Renault che nel garage sono sommersi di lavoro settimana dopo settimana. Penso, però, che alla fine siano stati abbandonati dalla mancanza di impegno su sviluppo e affidabilità da parte della struttura principale”, spiega ad Autosport.

“Troppo spesso vedi componenti presi da un motore andare sull’altro. È stato un tema troppo ricorrente nel corso dell’intera era ibrida, devi scendere a compromessi sul tempo speso al banco e devi scendere a compromessi sui run di durata e così via”.

Tanta dedizione da parte dei meccanici sul campo senza il supporto al vertice, riassumendo le parole di Horner, che non manca di sottolineare come sia stato grazie al diverso fornitore di carburante e lubrificanti rispetto a Renault e McLaren che la Spec C della power unit Renault sia riuscita a scendere in pista e far bene su Red Bull. Un aspetto, la differenza di fornitore di benzina – ExxonMobil -, che ha condizionato anche il tempo utile trascorso al banco dalla power unit destinata al team di Milton Keynes.

E semmai servisse la bocciatura definitiva, chiedere a Helmut Marko, che aggiunge: “Per noi è stato evidente che Renault non avrebbe potuto fornirci un motore vincente. Con il loro budget non puoi attenderti che lottino contro Ferrari e Mercedes. Era evidente che dovevamo fare qualcosa”. Siglare l’accordo con Honda, alleggerire l’impegno economico della fornitura Renault e puntare sulla crescita del motorista nipponico, pronta a essere verificata già tra due mesi.