Due certezze, tra le tante voci, progetti, idee: se Formula 1 a Londra sarà, non correrà certo nella City. Secondo: se Formula 1 a Londra sarà, la sorte del Gran Premio non sarà collegata alle scelte che verranno fatte su Silverstone.

Ross Brawn puntualizza due aspetti su tutti legati alla possibilità che il mondiale corra tra le strade di Londra, parole che si legano alla disponibilità del sindaco Sadiq Khan a esaminare le opzioni per dare vita all’evento.

Una Formula 1 che cerca sempre più il teatro urbano, nemmeno fosse la Formula E, che del correre su tracciati cittadini ha fatto la propria cifra d’immagine sin dal debutto. Singapore, Baku, il Vietnam dal 2020, Miami se mai si correrà o, in alternativa, la possibilità che sia Las Vegas a raddoppiare la presenza del mondiale negli USA, l’idea di Londra.

Kensington o Chelsea, il quartiere di Westminster, certo non la City. Ross Brawn ha chiarito “quale Londra” potrebbe accogliere un week end di gara – in realtà una presenza che vede le squadre arrivare sui campi di gara già dal martedì -: “Essendo un’attività che si sviluppa almeno su una settimana, il disagi che provocherebbe nel centro di Londra sarebbero inaccettabili. Non credo che i londinesi debbano preoccuparsi davvero dell’occupazione in centro ma nell’area della Grande Londra (32 quartieri intorno al centro di Londra; ndr).

È una città iconica dalla grandissima storia negli eventi sportivi e c’è un enorme entusiasmo lì. Ci piace vedere Londra complementare a Silverstone non a rilevarla. Ci sono modi che permetterebbero di far funzionare entrambe le cose”, ha commentato al London Evening Standard.

Silverstone che ha smentito le recenti ricostruzioni di stampa secondo le quali avrebbe proposto un accordo a Liberty Media incentrato sul versamento dei ricavi dei tagliandi, qualcosa come 33 milioni di euro, trattenendo l’organizzatore una quota necessaria a coprire i costi di gestione. Scenario, come detto, smentito dal British Racing Drivers’ Club.